Fili d’Aquilone, numero 25

È in rete il numero 25 di FILI D’AQUILONE, rivista d’immagini, idee e Poesia.
Il titolo del numero è “Grumi  & Nodi” e dentro ci trovate:

Kloe
silloge poetica di Mia Lecomte
Tre poesie di Boris Chersonskij
di Annelisa Alleva
Grumi di verità. Sull’ultimo libro di poesia di Caterina Camporesi
di Anna Elisa De Gregorio
Nodi nel tempo
racconto di Germana Duca Ruggeri
La paura di Frau Irene
di Giuseppe Ierolli
Arte e nodi
di Bernard Noël
Il mistero di una natura indomabile
foto di Ted Engelmann, testo di Ambra Laurenzi
Ciocche, ciuffi e memorie
foto e testo di Valentina Maggetti, a cura di Ambra Laurenzi
Inventario di luce. La poesia di Paolo Polvani
di Vera Lúcia de Oliveira
I loro nodi
racconto di Annelisa Alleva
La poesia di Saša Vegri
di Jolka Milič
Bambini esclusi
di Federico Platania
Viviane Ciampi, Le ombre di Manosque
di Alessio Brandolini
L’Elite al potere
di Caterina Camporesi
Un cinese a spasso per l’Europa. Sulla raccolta poetica Molestando i dèmoni di Daniel Samoilovich
di Oscar Palamenga
Il nodo sciolto. Domande sulla scrittura
di Armando Santarelli
Dall’azzurro all’eclisse. Versi per un dramma ligure
di Viviane Ciampi
Nodi ed altre interruzioni. Sulla poesia di Sally Read
di Loredana Magazzeni e Andrea Sirotti
La forza dell’amore
racconto di Annarita Verzola
Mariano Peyrou, Temperatura voce
di Alessio Brandolini

Rubriche

L’ANGOLO DI ED
Grovigli di apparizioni
a cura di Giuseppe Ierolli

ASCOLTARE, UNA RUBRICA PER LE ORECCHIE
Pietre dal cielo e nodi sonanti
di Federico Platania

IL CINEMA A PAROLE
Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, di Woody Allen
di Verónica Becerril

L’indirizzo: redazione@filidaquilone.it

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Serata dedicata a Federigo Tozzi

A causa delle previsioni di possibili nevicate per venerdì prossimo, la serata dedicata a Federigo Tozzi è stata spostata. La nuova data:

Martedì 6 marzo 2012, ore 19.15
Libreria Altroquando, via del Governo Vecchio 80-82-83

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Un nuovo Ulisse in italiano

James Joyce morì il 13 gennaio 1941 e quindi i diritti d’autore sulle sue opere sono scaduti il  31 dicembre 2011. Si deve probabilmente a questo l’uscita di una nuova edizione italiana dell’Ulisse pubblicata da Newton Compton (a cura di Enrico Terrinoni, traduzione di Enrico Terrinoni con Carlo Bigazzi).
Oltre alla traduzione di Giulio De Angelis (Mondadori) ce n’era stata un’altra, nel 1995, a cura di Bona Flecchia (Shakespeare and Company, 1995), da tempo però fuori catalogo. Vista la scadenza dei diritti, è probabile che ora se ne aggiungano altre.
Nel frattempo, possiamo fare un piccolo confronto fra la traduzione De Angelis e quella Terrinoni/Bigazzi, con due frammenti, l’inizio e la fine del romanzo:

Copertine Ulisse

Stately, plump Buck Mulligan came from the stairhead, bearing a bowl of lather on which a mirror and a razor lay crossed. A yellow dressing-gown, ungirdled, was sustained gently behind him by the mild morning air. He held the bowl aloft and intoned:
- Introibo ad altare Dei.
Halted, he peered down the dark winding stairs and called up coarsely:
- Come up, Kinch. Come up, you fearful jesuit.
Solemnly he came forward and mounted the round gunrest. He faced about and blessed gravely thrice the tower, the surrounding country and the awaking mountains. Then, catching sight of Stephen Dedalus, he bent towards him and made rapid crosses in the air, gurgling in his throat and shaking his head.

Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale, portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio. Una vestaglia gialla, discinta, gli levitava delicatamente dietro, al soffio della mite aria mattutina. Levò alto il bacile e intonò:
- Introibo ad altare Dei.
Fermatosi, scrutò la buia scala a chiocciola e chiamò berciando:
- Vieni su, Kinch! Vieni su, pauroso gesuita.
Maestosamente avanzò e ascese la rotonda piazzuola di tiro. Fece dietro-front e con gravità benedisse tre volte la torre, la campagna circostante e i monti che si destavano. Poi, avvedutosi di Stephen Dedalus, si chinò verso di lui e tracciò rapide croci nell’aria, gorgogliando di gola e tentennando il capo. (De Angelis)

Statuario, il pingue Buck Mulligan spuntò in cima alle scale, con in mano una ciotola di schiuma su cui giacevano in croce uno specchio e un rasoio. La vestaglia gialla, slacciata, era lievemente sostenuta alle sue spalle dall’aria delicata del mattino. Alzò la ciotola al cielo e intonò:
- Introibo ad altare Dei.
Immobile scrutava dall’alto la buia scala a chiocciola, e sgraziato strillò:
- Vieni su, Kinch. Vieni su, spaurito gesuita.
Solenne avanzava montando sulla tonda piazzola di tiro. Con un dietro front, benedisse severo tre volte la torre, la terra circostante e le montagne appena sveglie. Poi, accorgendosi di Stephen Dedalus, a lui si chinò e prese a disegnare veloci croci nell’aria, gorgogliando di gola e scuotendo il capo. (Terrinoni / Bigazzi)

Qui entrambi riescono a esprimere l’atmosfera quasi da “parata” dell’ingresso in scena di Buck Muglligan; De Angelis più con l’uso, nel quinto capoverso, di termini evidentemente pomposi: “Maestosamente”, “ascese”; Terrinoni/Bigazzi con l’uso dell’imperfetto, che, forse più del passato remoto di De Angelis, dà l’idea di un muoversi lento e ironicamente solenne.

Per il finale, Terrinoni scrive che il monologo di Molly Bloom “è la degna conclusione di una narrazione che forza le strutture della lingua inglese e mette alla prova la stabilità delle nostre aspettative letterarie. Proprio per questo, nel capitolo finale, è possibile osare alquanto dal punto di vista traduttivo.” L’assenza di apostrofi nell’originale è evidenziata da scelte ortografiche (ò, , davena, ecc.) “parallele ai tantissimi Im, Ill, Id, hed, hes, theyre” o a termini che creano “interessanti ambiguità nel testo originale, come nei casi di he’ll che diviene hell, o di we’d che diventa wed.”

and all the queer little streets and pink and blue and yellow houses and the rosengardens and the jessamine and geranium and cactuses and Gibraltar as a girl where I was a Flower of the mountain yes when I put the rose in my hair like the Andalusian girls used or shall I wear a red yes and how he kissed me under the Moorish wall and I thought well as well him as another and then I asked him with my eyes to ask again yes and then he asked me would I yes to say yes my mountain flower and first I put my arms around him yes and drew him down to me so he could feel my breasts all perfume yes and his heart was going like mad and yes I said yes I will Yes.

e tutte quelle stradine curiose e le case rosa e azzurre e gialle e i roseti e i gelsomini e i gerani e i cactus e Gibilterra da ragazza dov’ero un Fior di montagna sì quando mi misi la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì e come mi baciò sotto il muro moresco e io pensavo be’ lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì e allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio Sì. (De Angelis)

e tutte quelle stradine strane e le case rosa e blu e gialle e i giardini delle rose e il gelsomino e i gerani e i cactus e Gibilterra da ragazza dove ero un Fiore di montagna sì quando mi sono messa la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o dovrei portarla rossa sì e come mà baciato sotto le mura moresche e ò pensato bè lui o un altro che cambia e poi gliò chiesto con gli occhi di chiederlo ancora sì e poi me là chiesto se volevo sì dire sì mio fiore di montagna e prima lò abbracciato sì e lò fatto stendere su di me per fargli sentire i miei seni tutti profumati sì e il suo cuore che impazziva e sì ò detto sì lo voglio Sì.(Terrinoni/Bigazzi)

Aggiungo anche un piccolo frammento, sempre dal monologo di Molly Bloom (per ricordare anche lo scandalo che il libro suscitò all’epoca):

I often felt I wanted to kiss him all over also his lovely young cock there so simply I wouldnt mind taking him in my mouth if nobody was looking as if it was asking you to suck it so clean and white he looked with his boyish face I would too in 1/2 a minute even if some of it went down what its only like gruel or the dew theres no danger besides hed be so clean compared with those pigs of men I suppose never dream of washing it from 1 years end to the other

ho avuto spesso voglia di baciarlo dappertutto anche l’uccellino così innocente mi piacerebbe prenderlo in bocca se non ci fosse nessuno a guardare pare ti chieda di essere succhiato sembra così pulito e bianco con quella faccia da bambino e lo farei in 1/2 minuto anche se me ne andasse giù un po’ be’ è come semolino d’avena o rugiada non c’è nessun pericolo e poi è tanto pulito in confronto a quei porci degli uomini io dico che non ci pensano neanche a lavarselo da una capo all’altro dell’anno (De Angelis)

spesso ò sentito la voglia di baciarlo dappertutto anche quel suo bel cazzo giovane così naturale non mi spiacerebbe prenderlo in bocca se non mi guarda nessuno sembra che ti stia chiedendo di succhiarglielo tutto pulito e bianco sembrava con quella faccia da ragazzino e lo farei pure in 1/2 minuto pure se un pò mi scende giù in gola non fa niente è come fiocchi davena oppure rugiada non cè pericolo e poi è così pulito in paragone a quei maiali di uomini mi sa che non si sognano nemmeno di lavarselo neanche un volta in un anno (Terrinoni/Bigazzi)

De Angelis ingentilisce un po’ “his lovely young cock there so simply”, facendolo diventare “l’uccellino così innocente”, mentre Terrinoni è più diretto: “quel suo bel cazzo giovane così naturale”

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Austen su Shakespeare

Jane Austen, Mansfield Park: illustrazione di C. E. Brock dal cap. 34

I do not think I have had a volume of Shakespeare in my hand before, since I was fifteen. – I once saw Henry the 8th acted. – Or I have heard of it from somebody who did – I am not certain which. But Shakespeare one gets acquainted with without knowing how. It is a part of an Englishman’s constitution. His thoughts and beauties are so spread abroad that one touches them every where, one is intimate with him by instinct. – No man of any brain can open at a good part of one of his plays without falling into the flow of his meaning immediately.”
“No doubt, one is familiar with Shakespeare in a degree,” said Edmund, “from one’s earliest years. His celebrated passages are quoted by every body; they are in half the books we open, and we all talk Shakespeare, use his similes, and describe with his descriptions;

William Shakespeare, First Folio

credo di non aver mai preso in mano un volume di Shakespeare da quando avevo quindici anni. L’Enrico VIII l’ho visto una volta a teatro. O ne ho sentito parlare da qualcuno che l’aveva visto… non ne sono sicuro. Ma Shakespeare lo si conosce anche senza sapere come. Fa parte della natura di un inglese. I suoi pensieri e le sue bellezze sono così diffusi intorno a noi che si percepiscono dappertutto; con lui si ha un rapporto intimo per istinto. Nessuno con un po’ di cervello può entrare in contatto con una parte di valore di una delle sue opere senza sentirsi immediatamente inserito nel flusso del suo pensiero.”
“Non c’è dubbio”, disse Edmund, “verso Shakespeare si avverte un certo grado di familiarità fin dall’infanzia. I suoi brani famosi sono citati da tutti; sono nella metà dei libri che apriamo, e tutti parliamo di Shakespeare, usiamo le sue similitudini e descriviamo con le sue descrizioni;

Jane Austen, Mansfield Park, cap. 34

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POETI TRA LE VOLTE

PoetiTRAleVOLTE
a cura di Francesco Tarquini
con
Annelisa Alleva, Elio Pecora, Gilda Policastro, Alessio Brandolini, Stefania Portaccio, Carlo Bordini, Sara Ventroni, Tommaso Ottonieri

il primo incontro è giovedì 12 gennaio 2012
ore 18.30

Piazza di Porta San Giovanni, 10 – ROMA

calendario incontri
Giovedì 12 gennaio Annelisa Alleva
Giovedì 2 febbraio Elio Pecora
Giovedì 23 febbraio Gilda Policastro
Giovedì 15 Marzo Alessio Brandolini
Giovedì 12 aprile Stefania Portaccio
Giovedì 3 maggio Carlo Bordini
Giovedì 24 maggio Sara Ventroni
Giovedì 7 giugno Tommaso Ottonieri

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Compleanni

Tre giorni fa

Emily Dickinson

EMILY DICKINSON
10 dicembre 1830

Fra tre giorni

Jane Austen

JANE AUSTEN
16 dicembre 1775

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Modifiche alla stagione 2011-2012

La libreria Croce ha chiuso il 30 novembre (non sappiamo ancora se definitivamente o meno); abbiamo perciò chiesto asilo agli amici della libreria Altroquando (Via del Governo Vecchio 80-82-83, accanto a Piazza Pasquino), che ringraziamo per l’ospitalità. La prima serata, prevista per il 28 gennaio 2012, è stata rimandata a data da destinarsi, mentre le altre due sono state spostate al giorno precedente (venerdì anziché sabato) con un orario posticipato (19.15 anziché 18.00). Il nuovo calendario è perciò il seguente:

(Aggiornamento: la serata dedicata a Edizioni Fili d’Aquilone è stata fissata a giovedì 3 maggio 2012 alle 19.15)

(Secondo aggiornamento: causa possibile neve per venerdì 10 febbraio, la serata dedicata a Federigo Tozzi è stata rimandata a martedì 6 marzo)

Martedì 6 marzo 2012, ore 19.15
Roma, Libreria Altroquando


Incontro con l’opera di
FEDERIGO TOZZI


Venerdì 30 marzo 2012, ore 19.15
Roma, Libreria Altroquando


Faccia a faccia con
EVGENIJ ONEGIN
di Aleksandr Puškin


Giovedì 3 maggio 2012, ore 19.15
Roma, Libreria Altroquando


Serata dedicata a
EDIZIONI FILI D’AQUILONE


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