Viviane Ciampi, Le ombre di Manosque

Luce obliqua del sole
sulla cinta dell'orto.
Musica delle cicale
nei timpani.
                   Hai appena sfiorato
la stoffa dell'armonia.
Col passare dell'ore
le ombre di Manosque si stagliano
avanzano come l'edera
che accompagna gli alberi
e li ascolta crescere.

*

Essere di pasaggio equivale a far parte del paesaggio,
inutile accasarsi.
                           E c'è questa continuità
della campagna che ti mette lentamente
in postura d'attesa
ti fa bere un latte di poche chiacchiere
e rosicchiare il biscotto dell'armonia.
Osservi la linfa e le metamorfosi
ed ecco che il piombo
si tramuta in oro
a parziale indennizzo
del dolore.

*

Lasci un sogno e ne agguanti un altro
puoi persino addentrarti nel sogno di qualcuno
così sono sufficienti il fischio del merlo
nella ceppaia
e il sibilo argentato degli ulivi
a scombinare un pensiero
foss'anche il pensiero più consistente.


Viviane Ciampi, Le ombre di ManosqueI tre testi sono tratti dall'ultimo bel libro di poesia di Viviane Ciampi, Le ombre di Manosque, pubblicato il mese scorso dalla nuova casa editrice di Chiavari internòs e che inaugura la collana di poesia diretta dalla stessa autrice. Un libro complesso che inganna il lettore: sembra un viaggio nella natura, in una realtà contadina e umile di area mediterranea e francese (Alta Provenza), apparentemente immobile nelle sue abitudini millenarie. Poi le cose, via via, si complicano, si stratificano e c’è un gioco di specchi, di luci oblique, d’immagini riflesse o ingrandite, di scrigni che si aprono e spuntano ricordi, fantasmi, leggende come “il cibo che si ribella contro chi lo consuma". Alla fine emerge un vasto paesaggio di alberi, di case, di persone, di spiriti, di colori, di linfe. Un paesaggio terso e vivissimo, che accoglie tutte le cose viventi: dalla fatica dei contadini all'instancabile lavorio delle formiche.
Colpisce questa metamorfosi piena di saggezza, di attese ed ombre, questo passare da una foglia all’anima, al paese che vibra nei suoi dubbi e risvegli, ai sogni che s'inerpicano sui monti, dalla forma perfetta d'una foglia a quella deforme estratta al tempo, dai lenzuoli che fanno dispetti agli ungulati albini che di soppitato attraversano le strade, entrano nei giardini. L'uso del tu all'inizio intimorisce il lettore (è con me che parla?) poi lo fa complice, lo conduce per mano tra l'erba di Manosque che s'apre a inconsueti sentieri.

Viviane Ciampi, francese di origne Toscana è nata a Lione nel 1946. Vive a Genova. Traduce dal francese. Ha curato recentemente l'antologia Poeti del Québec (2011, Edizioni Fili d'Aquilone). Ha pubblicato i libri di poesia: Domande Minime Risposte (2001), La quercia e la memoria (2004), Pareti e famiglie (2006) e Inciampi (2008).

Viviane Ciampi, Le ombre di Manosque (Chiavari, Genova, 2011, Edizioni internòs, pp. 83, euro 10)

 

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