Cronaca del faccia a faccia con "L'uomo senza qualità"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Eh, sì… questa volta il pericoloso gruppo di provocatori letterari, meglio noto come I libri in testa, con grande sprezzo del pericolo ha sfidato la sorte oltre ogni ragionevole dubbio e ha organizzato la serata il 30 aprile.
Qualche lettore incauto osserverà: beh, che c'è di strano?
Ve lo spiego subito io: non si trattava di un 30 aprile qualsiasi, ma di quel famoso 30 aprile 2011 che vedeva la concomitanza di due eventi mediatici: il royal wedding di Kate e Will, già frettolosamente definito il matrimonio del secolo, il 29 aprile (eh, già…chissà quanti potenziali spettatori potevano essere andati a Londra) e la beatificazione di JP II, prevista per il 1° maggio, ma le cui cerimonie iniziavano proprio il 30.
Prima dell'inizio, il librointesta Elvio si aggirava per la libreria Croce crollando il capo e paventando il forno (la sala vuota, l'incubo di ogni presentazione letteraria), ma sotto sotto tutti sapevamo trattarsi solo di un rito scaramantico.
L'argomento era di forte richiamo, un faccia a faccia con L'uomo senza qualità di Robert Musil, imponente opera incompiuta in due volumi di oltre 1000 pagine, dotate anzichenò, nella nuova edizione, di un'appendice di altre 600 circa in frammenti inediti. Una cosa da nulla, insomma.
Ma la dea Minerva vegliava e la saletta si è riempita; in parte gli immancabili aficionados e in parte volti nuovi, attirati dall'eroica impresa alla quale i nostri si accingevano.
Eh, sì, perché affrontare in poco più di un'ora i molteplici aspetti di cotanto romanzo, non era certo cosa da poco. Ha cominciato impeccabilmente Nadia, leggendo l'incipit in tedesco, seguita da Alex che lo ha ripetuto in italiano; quindi Michele ha preferito mettere le mani avanti, rivelando al pubblico di non essere riuscito a proseguire oltre pagina 65, all'incirca, e movendo subito obiezioni stilistiche. È questo il bello delle serate dei Libri in testa: quando ti mettono di fronte a un romanzo o a un autore, non te ne rivelano solo i pregi, ma ne sottolineano anche i difetti.
Sarebbe impossibile riportare qui i vari, ponderati e interessanti interventi; mi limiterò a dire che ogni libro in testa ha posto l'accento su ogni aspetto del romanzo, filosofico, teologico, ideologico, accompagnandosi con letture che ben presto hanno immerso gli spettatori nella temperie crepuscolare della Finis Austriae, evidenziando la pervasività della presenza di Musil nel tessuto della trama e nella psicologia dei personaggi, pervasività da autore onnisciente che aveva fatto manifestare a Roberto Bazlen, fine lettore della casa editrice Einaudi, seri dubbi sull'opportunità di pubblicare il romanzo in Italia, in un appunto per l'editore letto durante la serata.
Non sono mancati gli interventi del pubblico, a riprova del coinvolgimento che il gruppo sa sempre suscitare nei propri ascoltatori.
Al termine della serata ho fatto una riflessione: questa dedicata a Musil è stata la 59° serata dei Libri in testa e mi sembrerebbe doveroso costituire un comitato di Azione Parallela per organizzare i festeggiamenti in vista della 70° serata. Considerata la struttura delle stagioni dei Libri in testa (3-4 serate a stagione), abbiamo davanti a noi circa tre anni per darci da fare.
Mi sembra un tempo più che sufficiente. Che ne dite? Siamo aperti a ogni tipo di suggerimento.

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