Annelisa Alleva, La casa rotta

Il sole ci spia ttraverso il bosco
con la sua torcia. Montava da artigiano la sua
cornice d'oro intorno alla tenda chiusa
man mano che il mattino saliva su per l'altura
con le scarpe appesantite dal fango.
La notte è divisa in fette di sonno e di veglia.
Sento il suo coltello, mi rassegno.
È un foglio di carta vetrata che fa vibrare l'universo,
e gratta la gola penetrando dall'orecchio del camino.
Al mattino la luce mi mostra i tagli sul viso,
che si diramano come le scale a chiocciola del castello.Alleva, La casa rotta

*

La pioggia rende vibrante il paesaggio,
come un'apparizione che non ti aspetti,
come i tratti di veglia in una lunga notte.
Camminiamo lungo l'Esk su un sentiero
stretto e asciutto, e lui ci orre accanto,
rumoroso e sicuro. Sembra avere in mente
uno scopo, un approdo, che lo concentra.
Non si guarda attorno, ha sempre tanta fame.
Va avanti senza sosta, nella stessa direzione.
Se incontra un ostacolo sbianca di fatica,
e noi ci fermiamo a ascoltare il suo gorgoglio.
Parla la lingua di un ragazzo che si esalta da solo,
di chi ignora l'argine, anche se sa di averlo.
Noi lo guardiamo scorrere con infinito orgoglio.

Le due poesie sono tratte dall'ultimo libro di Annelisa Alleva, La casa rotta (Jaka Book, Milano 2010, pp. 127, euro 14) che nel 2010 ha vinto il Premio Sandro Penna. Un libro diviso in tre parti: "Sogno chimico", "La casa rotta" e "Castellane". L'ulima sezione è la più interessante. Si tratta  di poesie scritte durante un soggiorno nel castello scozzese di Howthornden, nel 2008, assieme ad altri scrittori e che sono state tradotte in inglese da Giuseppe Albano, in sede, nel loro farsi. Per questo nel libro abbiamo le due versioni, che dialogono tra loro. I due testi qui proposti sono tratti dall'ultima parte, il primo dedicato al sole (luce) e l'altro al fiume (vita) che lo si osserva scorrere "con infinto orgoglio", che scivola via "come i grani di una collana slacciata". Sono poesie splendide, luminose e piene di partecipazione  e condivisione con l'altro: amico, poeta, traduttore, ospite e castellana. Qui la "casa rotta" è un solido edificio che vibra di passione e intelligenza austeniane, in un paesaggio che "non puoi fotografare" perché troppo vicino al sogno. Lo stile è sobrio, limpido e controlla bene l'emozione dilatata e profonda, un controllo che esalta dettagli e sfumature: "Ogni cosa sembra morta, estinta, / e invece vigila come un orecchio animale / teso al minimo rumore". La fluida densità delle immagini ("Quella polverina bianca diffusa fra i rami / è il mattino") rende i testi leggeri e pregnanti.
Annalisa Alleva è nata a Roma, dove vive, nel 1956. Traduttrice dal russo (Puskin, Tolstoj e l'antologia Poeti russi oggi) ha pubblicato diverse raccolte poetiche, tra le quali Istinto e Spettri (2003).

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