Corrado Calabrò, La stella promessa

L'ultimo libro di poesia di Corrado Calabrò, La stella promessa (Mondadori, 2009) è dedicato alla Corrado Calabrò, La stella promessanostra Terra e all'Amore. Diviso in due parti, appunto, con la prima (splendida) dal titolo "Roaming" che è un lungo e intenso poema in cui si descrive lo sconvolgimento della terra dopo l'impatto di un asteroide grande quanto Creta, anche se la luna ha fatto in qualche modo da scudo. Un racconto in versi drammatico e teso in cui il poeta riversa la fretta, l'ansia, la superficialità dell'odierna visione di vita. I dettagli del disastro sono ben descritti con l'arrivo del buio, i mutamenti d'abitudine  e la speranza (sempre viva) di tornare alla luce (anche quella interiore), alla quotidina e sorprendente "normalità". La seconda parte, come dicevo, è invece dedicata all'Amore, sembra un epistolario sentimentale ed erotico distante anni luce dalla prima parte del libro, ma questo solo apparentemente perché in fondo cos'è che può lenire l'angoscia, il dolore se non l'amore totale, assoluto dell'anima e del corpo? Qui il poeta sembra tornare a un registro usato in altri lavori, a un verso più rigoroso, a un impianto più classico, basato su pochi elementi, varianti, suoni: si punta a un lirismo puro ed essenziale (si pensa all'haiku, al tanka): "Alla notte / anche questo giorno si consegna. / Come la notte al giorno / come il giorno alla notte mi manchi" o "Pesante come un insulto / il tuo silenzio".
La stella promessa  del titolo del nuovo libro di poesia di Corrado Calabrò alla fine potrebbe essere sia il sogno (e la speranza) di una Terra felice,  in sintonia con tutti i suoi abitanti, che quello dell'Amore che trionfa e dona gioia, armonia con l'altro, certo, con la persona amata, e con tutto quello che il Cosmo contiene.


(…)
L'abbiamo visto arrivare in un attimo
come un immane undici settembre:
un'altra luna ci veniva addosso!
Io credo che chi ha visto ad occhio nudo
sobbalzare la Luna per il colpo
non potrà più chiudere quell'occhio.
Ma tranne qualche addetto ai lavori
l'abbiamo visto tutti nel filmato
per cui i più preferiscono credere
che sia stata una fiction stellare
messa in scena da Al Qaeda o dalla CIA
e evitano d'alzare gli occhi al cielo.
È vero che esiste solamente
quello che appare in televisione;
ma si può sempre cambiare programma.
Hanno trasmesso tante cose dopo
quel primo dicembre. E i telequiz
sono tornati a dominare l'audience.
(…)
Ieri girava un accalappiacani;
non ne vedevo da almeno vent'anni.
Ho letto casualmente la notizia
che più di trentamila pinguini,
seguendo la corrente delle Falkland,
sono approdati per nidificare
sulle coste di Rio de Janeiro.
Pinguini di Magellano ai Tropici,
il Brasile nuova Patagonia!
Son loro che hanno smarrito la rotta
o noi che abbiamo perso la bussola?
Come sarebbe a dire "Che ci frega?"
Noi siamo le nostre abitudini;
se si stravolgono quelle, chi siamo?

Tratto da "Roaming" in La stella promessa (Mondadori, collana Lo specchio, Milano, 2009, pp. 106, euro 14,00)

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