Cinque chiacchiere con… VIR-US

1. Quando hai cominciato a scrivere e cosa hai scritto fino ad ora?

Era il lontano inverno 96/7, era l’era di it.arti.scrivere detto volgarmente ias quando ho cominciato a scrivere il primo romanzo: che bello che era! L’atto dico dello scrivere! Si chiamava: Una sera d’inverno.
Dopo un altro romanzo Crac.
Poi, in pieno millennio nuovo, rimosso le resistenze di ordine morale e ideologico, mi sono concesso alla grande ingenuità di scrivere poesie. Così oggi, insieme al terzo romanzo (La stanza dei segni) è in vendita online il mio primo libro di poesie intitolato Rivoli nel quale riposano le raccolte Rivoli appunto e Amori.

 


2. C'è un momento della giornata, o un luogo, in cui ti senti più produttivo?


Oh, il momento o l’ora no! Può essere al mattino ancora sgombro d’impegni, o al pomeriggio nel torpore del dopo pranzo o infine alla sera nel silenzio della coscienza. Non c’è un momento temporale quindi o un orario d’elezione, soprattutto per la poesia. La poesia è una magia; il nucleo emotivo che l’origina sosta dentro di me a lungo ed è difficile a volte tenerlo o emotivamente struggente o anche bello finché a un certo punto la combinazione giusta di suoni e significati si condensa: ecco come.


3. Con quale poeta ti andrebbe di fare una bella chiacchierata?

Caproni, Pasolini, Amelia Rosselli … ah vivo dici? Ma con te allora! E poi M. G. Calandrone, E. Campi e tanti; sono molto “curioso” in senso positivo e poi mi piace lo scambio di idee emozioni e cose così.

 


4. E' difficile integrare col tuo lavoro (che è…?) la poesia?


Il mio lavoro è fare ricerca nel campo della protezione ambientale, in particolare monitorare lo stato di salute del nostro pianeta. No, non è difficile. Anche perché tendo a dare spazi autonomi alle diverse sfere d’interesse anche se a volte la sfera lavorativa “ruba” un po’ troppo tempo, questo sì.

5. Se dovessi descrivere la tua produzione?

Romanzesca e poetica. Non saprei dire di più, è compito del lettore questo. Posso giusto dire che nel raccontare prediligo la dimensione esiliante del narrare, cioè voglio dire che anche partendo dalla veridicità il racconto deve portare in un altro mondo. Nel fare poesia invece cerco la dimensione lirica, cioè penso che la poesia si compia quando fonde emozione, significato, forma, suono e ritmo.
Hai detto niente!

http://www.vir-uspoesia.beepworld.it/interviste.htm

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Informazioni su elvio cipollone

Nato nel 1954 alle Cese, un paese della Marsica in provincia dell'Aquila, vivo e lavoro a Roma. Nel 1998 ho pubblicato il romanzo "Una sera d’inverno", ora disponibile nella seconda versione col nuovo titolo "Un filo di fumo sopra la neve". Nel 2003 "Crac", ora disponibile nella seconda versione col nuovo titolo "Il grande crac". Dal 2003 sono socio fondatore de I Libri In Testa: gruppo di provocazione letteraria volto alla promozione della lettura attraverso reading a tema. Dal 2006 collaboro alla rivista on line d'immagini, idee e Poesia: Fili d'aquilone. Nel 2008 il primo libro di poesie: "Rivoli e Amori", nel 2010 il secondo: "Isole e Terre rare". Il terzo romanzo: La stanza dei segni, è in fase di revisione editoriale. elcip@libero.it
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