Sasso, di Carlo Bordini

Sasso, pubblicato nel 2008 (Libri Scheiwiller) di Carlo Bordini è uno dei libri di poesia italiana più Carlo Bordini, Sassocontundenti apparso negli ultimi anni. La sua "poesia narrativa", ma intensamente lirica, prende avvio dal crepuscolarismo (Corazzini, per la percezione dello svanire delle cose, Gozzano, per l'intelligenza e l'ironia), per poi accostarsi alla linea "sincera" e priva di retorica di Saba, Caproni,  Penna e Pasolini ed esplorare, in solitudine, territori del tutto sconosciuti. Versi lunghi che sembrano voler uscire dalla pagina, come a ripercuotersi all'interno del lettore a libro terminato. Testi poetici che sembrano accompagnati da una musica jazzistica: aspra, dolce, sonnambula (v. "Poema inutile"), con versi che riassumono quelli precedenti, come a voler rimettere tutto in discussione, poesie che si ripetono con leggere  varianti  (v. "Poesia derivante dall'osservazione di taluni moribondi della mia famiglia").  La voluta "spontaneità" crea un diasagio che spiazza e ustiona il lettore, lo afferra alla parola scritta  e fa sì che il testo stesso (di un'onestà inconcepibile di questi tempi) legga il lettore. In uno scritto finale dice l'autore: è "difficilissimo essere spontanei: la spontaneità è nascosta sotto una serie di strati di rigidità intellettuali, di pseudo conoscenze ideologiche, di velleità banali; la poesia rompe tutto questo, va al centro dei problemi. Raggiungere la spontaneità è un atto che richiede infinite mediazioni, tecninche, ma soprattutto sensitive e di onestà intellettuale".
Tema centrale del libro è la vecchiaia ma l'angolazione visuale cambia continuamente, ci sono la malattia e la morte, certo, ma anche il fatto che il vecchio "come il guerriero sa/ che la morte/ è dietro l'angolo// il vechio non deve aver paura di morire/come il guerriero". La vita non deve essere cancellata dai ricordi, dai fantasmi del passato e la poesia di Bordini lancia i suoi sassi che frantumano la nostalgia e fissano suoni e vibrazioni nel presente, aprano nuovi passaggi/paesaggi, generano accostamenti arbitrari che spezzano la logica, l'usuale, il pensiero consueto e banale che si pensa da solo. Forse per questo alla fine  i  "sassi" di Bordini fanno venire alla mente lavori di autori americani:  per esempio la poesia civile ed essenziale di Juan Gelman, quella inventiva e giocosa di Charles Simic, le strane composizioni dell'artista surrealista Joseph Cornell (al quale Simic ha dedicato il libro "Il cacciatore di immagini"), con le sue scatole piene di cose inutili.

VOCI

Ti parlerò
mentendoti

o mia scatola di carne giornaliera

o mio dolce brucare

ti prego di non amarmi.

Io sono un verme,
quindi non devo vergognarmi se mi comporto come un verme

"Grazie Dio" diceva morente mio padre
all'ospedale,
quando gli si acquietavano i dolori. Cos'è che mi unisce dolcemente.
Forse le pagine del giornale
o gli scarafaggi che io potrei mangiare, che io
"ho mangiato"

la mancanza di distanza "io vivo nell'inferno"
                  
                                                                                     "Io vivo nell'inferno"

NON AVERE FREDDO

MICROFRATTURE

L'idea della catastrofe, una catastrofe silenziosa,
appena avvertita, ma inevitabile.
Oppure le microfratture psichiche,
le microfratture di un'anima.
La mia anima piena di
microfratture. Sono i piccoli traumi nascosti,
dimenticati, che tornano ogni tanto, quando l'anima è sotto sforzo,
quando non te ne accorgi. Dentro sono franato tutto. Non me ne accorgo,
ma lo sono. Magari quando attraversi una strada e un rumore ti fa rabbrividire,
quando tremi alla pronuncia di un nome, quando
hai un improvviso soprassalto di insicurezza. Le microfratture
sono le telefonate e gli appuntamenti che ti snervano,
improvvisamente,
l'andare in una stanza e chiedersi: che ci sto a fare,
ecc. ecc.
tutto un elenco di nervosismi, si soprassalti, delle cose che ti feriscono,
e le minuzie che ti snervano, ecc. ecc.
il cervello che funziona troppo,

Carlo Bordini, Sasso, Milano 2008, Scheiwiller, pagg. 101, euro 14

Carlo Bordini è nato a Roma, dove vive, nel 1938. Ha pubblicato i libri di poesia: Strana categoria (1983), Poesie leggere (1981), Strategia (1981), Pericolo (1984), Mangiare (1985), Polvere (1999), Pericolo (2004). Ha pubblicato anche libri in prosa, qui si segnala l'ultimo, legato alla poesia: Non è un gioco. Appunti di viaggio sulla poesia in America Latina (Luca Sossella, 2008).

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