Ricardo Virtanen, La seducente sete

Tradurre haiku e tanka è la cosa più difficile che possa capitare. Qui ci ho provato dopo aver letto il libro dello spagnolo Ricardo Virtanen che s’intitola La sed provocadora (pubblicato a Madrid nel 2006, e che ho tradotto, per "motivi metrici", La seducente sete). Difficile perché non si tratta soltanto di rispettare le rigide sillabe (5/7/5 del haiku e 5/7/5/7/7 del tanka, l'haiku deriva dal tanka) della composizione, ma anche il senso, difficile da afferrare visto proprio lo scarso numero di sillabe, la contrizione lessicale, la mancanza di nessi tra un verso e l’altro che genera quel vuoto (lo spazio metafisico) che il lettore deve riempire con le proprie suggestioni, la propria immaginazione. A questo va aggiunto il fatto che per tradizione haiku e tanka non hanno titolo, che a volte aiuta, dà un'indicazione, avvia un percorso. Questo tipo di poesia, tanto rigida nella forma quanto elastica nei significati, è però sempre legata alla natura, alle stagioni che scorrono, alla morte e tende a una sintesi di pensiero o, meglio ancora, traccia pensieri racchiusi in un’immagine, spesso rarefatta, evanescente o suggestiva. Allora, proprio in base a questi saldi principi, si può provare a tradurre avvicinandosi il più possibile all’originale, magari seguendo l’insegnamento del grande maestro Bashô che invitava a non seguire le impronte dei maestri, ma a “cercare quello che loro cercarono”. Nella sintesi poetica di haiku e tanka Ricardo Virtaten cerca una musicalità sincopata, una dolcezza aspra e nella natura coglie aspetti spesso contrastanti: nella notte il giorno, nel dolce suono delle campane il dubbio, la vasta terrestre solitudine sotto la bellezza lunare. Non aggiungo altro proprio per non riempire quel vuoto (sacro) che ogni buon haiku o tanka deve avere per poi trasmetterlo a ogni lettore. Aggiungo solo che il libro di Ricardo Virtanen raccoglie 48 haiku (divisi in due sezioni) e 6 tanka che, allungando il respiro, chiudono il libro e riportano all'iniziale malinconia ("La neve incendia/ il viso antico e chiaro/ della mia malinconia").
 
*
 Ricardo Virtanen
Cada verano
mi corazón persigue
noches sin días.
 
*
 
Ciascuna estate
il mio cuore persegue
bui senza giorni.
 
*
 
Todo está húmedo
bajo la luz de luna.
Siempre estás solo.
 
*
 
Tutto è umido
nella luce lunare.
Sempre sei solo.
 
 
*
 
Anuncian algo
campanas de la plaza
¡Ríes incrédulo!
 
*
 
Campane in piazza
annunciano qualcosa.
Scettico ridi!
 
*
 
Roe la roca
de mi melancolía
un viento suave.
 
 
*
 
Rode la roccia
della mia malinconia
un vento dolce.
 
*
A la deriva
va cada pensamiento
que hay en tu muerte.
 
*
 
Alla deriva
va ogni pensiero
che c'è nella tua morte.
 
*
 
En esa sombra
que te tiende la noche
está tu día.
 
*
 
Nel cono d’ombra  
dove tende la notte
lì sta il tuo giorno.
 
*
 
Te queda acaso
la sed provocadora
de tus ausencias.
 
*
 
Resta per caso
la seducente sete
delle tue assenze.
 
*

Mira la lluvia,
moja la misma siembra.
Tu dolor tiene
la sombra de las horas
contada por tu mano.
 
*
 
Guarda la pioggia,
bagna la stessa semina.
Il tuo dolore
ha l’ombra delle ore
contate dalla mano.
 
*

Estoy en ti
porque el tiempo es finito.
Cierras los ojos;
verás acaso todo
lo que mi ausencia toca.
 
*
 
Resto con te
perché il tempo è finito.
Chiudi gli occhi;
forse scorgerai tutto
quel che l’assenza sfiora.

da La sed provocadora (Haikus y tankas), Colección Las patitas de la sombra, Madrid, 2006 – con una introduzione di José Cereijo.

Ricardo Virtanen è nato a Madrid, dove vive, nel 1964. Professore, musicista, poeta e traduttore. Ha pubblicato diversi libri di poesia e studi critici.

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