Miss Bates o Jane Fairfax?

Il prof è sordo, di David Lodge

Sto leggento Il prof è sordo di David Lodge (trad. di Rosetta Palazzi e Mary Gislon, Bompiani, 2009) e arrivato a pag. 132 leggo:

"La sordità di colei che mi ha fatto da madre è molto leggera, sapete – quasi inesistente. Basta che io alzi la voce, o che ripeta due o tre volte la stessa frase, e lei capisce di sicuro; d’altronde, è abitutata alla mia voce," dice Jane Fairfax in Emma. Con quanta finezza la Austen allude al senso di irritazione e frustrazione, educatamente celato, dei conoscenti costretti a sopportare la ripetizione di ogni osservazione – anche la più banale – in tono sempre crescente, a beneficio della vecchia signorina Bates.

Mi accorgo che la citazione è sbagliata: in Emma queste parole le dice Miss Bates, e si riferisce alla madre, la "signora" Bates (nel cap 19, anche cap. 1 del volume II). Allora vado a vedere che cosa ha scritto Lodge (il titolo originale è Deaf Sentence):

"My mother’s deafness is very trifling you see – just nothing at all. By only raising my voice, and saying anything two or three times over, she is sure to hear; but then she is used to my voice," says Miss Bates in Emma. How subtly Jane Austen hints at the politely disguised frustration and irritation of the company at having to bear the repetition of every banal remark in louder and louder tones for the benefit of old Mrs Bates.

Insomma, l’originale è corretto ma nella traduzione "My mother’s" diventa "di colei che mi ha fatto da madre", "Miss Bates" diventa "Jane Fairfax" e  "Mrs Bates" diventa "signorina Bates". Viene il dubbio che il testo sul quale hanno lavorato le traduttrici sia magari una stesura precedente, che poi Lodge, accortosi dell’errore, ha corretto. Ma anche se fosse così, la citazione da un testo così popolare non andava controllata?

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4 risposte a Miss Bates o Jane Fairfax?

  1. arturonight ha detto:

     Interessante. Questo post conferma ancora una volta quanto una traduzione corretta sia fondamentale.

    Mentre questo è forse un caso estremo, la traduzione è sempre delicata.

    Per esempio, leggevo Animal Factory di Orwell confrontando due traduzioni italiane. Riporto qui di seguito le prime righe  (senza inglese a fronte). Da queste risulta evidente come "Tradurre" è, a volte, "Tradire".

    Versione uno.

    ll signor Jones, della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com’era, scordò di chiudere le finestrelle. Nel cerchio di luce della sua lanterna che danzava da una parte all’altra attraversò barcollando il cortile, diede un calcio alla porta retrostante la casa, da un bariletto nel retrocucina spillò un ultimo bicchiere di birra, poi si avviò su, verso il letto, dove la signora Jones già stava russando.

    Versione due.
    ll signor Jones, della Fattoria Padronale, aveva chiuso a chiave i pollai per la notte, ma era troppo ubriaco per ricordarsi di fissare anche gli sportellini. Col cerchio di luce della sua lanterna che ballonzolava da una parte all’altra, attraversò con passo malfermo il cortile, si sbarazzò a calci degli stivali sulla porta del retro, spillò un ultimo bicchiere di birra dal barilotto nel retrocucina e poi salì verso la camera da letto, dove la signora Jones già russava.

  2. giuseppeierolli ha detto:

    Il problema della traduzione è sempre esistito e credo sia inevitabile che continui a esistere, nel senso che fare una traduzione anche solo "corretta" credo che sia un’impresa pressoché impossibile (a parte refusi evidenti ed errori marchiani). Talvolta mi è capitato di leggere una traduzione e di ritenerla fatta male, per poi scoprire le ragioni del traduttore, che magari erano condivisibili. Altre volte mi sono reso conto che alcuni consideravano errori quello che altri ritenevano corretto, e così via. Nel caso che hai riportato vedo solo una differenza sostanziale: il calcio alla porta della prima versione che diventa lo sbarazzarsi a calci degli stivali nella seconda. L’originale: "kicked off his boots at the back door" dà sennz’altro ragione alla seconda.

  3. arturonight ha detto:

     Certo la differenza sostanziale è solo quella.

    A me la prima piace molto di più: è più musicale, più ritmata.

    Senti come è quello quando dice: "serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com’era, scordò di chiudere le finestrelle"…

    Comunque, sì: tradurre è difficile, se non impossibile.

  4. arturonight ha detto:

     Certo la differenza sostanziale è solo quella.

    A me la prima piace molto di più: è più musicale, più ritmata.

    Senti come è quello quando dice: "serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com’era, scordò di chiudere le finestrelle"…

    Comunque, sì: tradurre è difficile, se non impossibile.

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