Germana Duca Ruggeri, Gli angoli della terra

Gli angoli della terra è il titolo del nuovo libro di Germana Duca Ruggeri che, nata ad Ancona, vive da tempo a Urbino. Di lei avevo apprezzato il libro di racconti Tessere (Manni, 2004), per l’eleganza dello stile e la curiosità (profonda) dello sguardo, carratteristiche facilmente rintracciabili in questa raccolta poetica costruita su due ampie sezioni che si fronteggiano, si contrappongono: "Materiali" e "Immateriali". Decisamente molto bella la prima parte, più lirica e densa che passa attraverso splendide poesie (tutte senza titolo) che assemblano "materiali" della vita riflessi però nel Tempo (esatta l’osservazione di Sandro Montalto nella prefazione al libro, lì dove sottolinea che il tempo è "la coordinata più importante nello svolgersi, letterario ma anche psichico ed emozionale, della poesia di Germana Duca Ruggeri"), la seconda parte sembra che raccolga "materiali" ancora indefiniti, riflessioni allo stato embrionale, cronache di vita o di sogni, che solo il tempo potrà rielaborare, chiarire, che poi è anche un modo per entrare nel laboratorio poetico dell’artista, nelle sue emozioni che si fanno via via poesia e costruiscono una visione, una compattezza poetica. E qui torna il tema delle "tessere" (come schede, immagini, tasselli o cronache – e così s’intitola la seconda parte del libro di racconti) che formano i nostri giorni, la nostra vita. Forse per questo, poi, nella prima parte de Gli angoli della terra tutto è così fluido e ricorrente è l’immagine di un lago (che certo sarà concreto e reale), metafora dello specchio che riflette e deforma e a volte crea illusioni. Allora si prova a spingere le radici nella propria carne (padre, figli, nipoti e compagno di vita), a ricollegarsi a se stessa, alla madre: l’ultima poesia della prima parte si ricollega alla prima, in un cerchio perfetto, in un passaggio generazionale che per sfondo ha sempre un lago, un circolo di vita che lambisce tutti gli angoli della Terra e abbraccia gli altri (significativo l’uso del "noi"), i vivi e i morti, i luoghi amati (Ancona, Urbino).
Gli angoli della terra è un libro di poesia che si torna a rileggere volentieri per la sua dolce bellezza, ma aggrovigliata ai nostri giorni, alle indifferenze, "agli sguardi che si ignorano", alle guerre e ai conflitti dei nostri tempi (e non sarà un caso che l’unica dedica è a Paolo Volponi), a una "realtà senza sosta" vissuta con coraggio e gratitudine, con umana partecipazione. In un continuo vagabondare per paesaggi e passaggi, tunnel e cunicoli dove si apprende "la fragilità della terra".

*
Germana Duca Ruggeri, Gli angoli della terra
La poesia non è una pianta esotica
non cresce sulle nuvole ha radici
sulla terra calpestata nell’infanzia
e su quella passata a guado
nell’età matura. È verità a pezzi
vita ansiosa di ricomporsi
quasi fosse fiore o farfalla
che oltre la sua stagione non dura.

*

Noi alberi rovesciati
trapiantati al suolo
simili i capelli a celesti
radici. Noi fogliame

linfe e fibre aggrovigliate
rami accatastati tronchi
snodati. In fondo ingrati
ignari e mai sazi d’infinito.
 

Germana Duca Ruggeri, Gli angoli della terra (Joker, Novi Ligure, 2009, pagg. 80, euro 11)

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