Alberto Manguel, Il piacere della lettura

Racconti, leggende, avventure, le vite ricche e rischiose del Capitan Nemo, di Sherlock Holmes, di Renart la volpe e del Gatto con gli stivali, di Robinson Crusoe, di Pinocchio, di Narizinho, e di tanti altri che ho conosciuto tra le pagine di un libro, sono stati miei fin da prestissimo. Soprattutto due aspetti della lettura mi davano piacere: conoscere la conclusione dei loro viaggi e poterla dimenticare quando riaprivo iAlberto Manguell libro ancora una volta. Una delle meraviglie della lettura, comune nei bambini e nei lettori di una certa età, è la ripetizione. I teologi hanno decretato che neppure Dio può ripercorrere il passato; tale potere negato a qualsiasi Autore appartiene tuttavia a ogni lettore disposto a ritornare alla prima pagina del racconto.
Piacere del dialogo con antichi illuminati, piacere dell’avventura straordinaria. Ancora, e non minore, piacere dell’esperienza indiretta, vissuta da un altro soltanto per noi. Vivere nell’Inghilterra di Dickens, nella Madrid di Galdós, nella Sicilia di Pirandello; assistere alle scoperte di Fabre e di Plinio; sentire la passione di Medea, la desolazione di Törless, la ribellione di Montag, la tristezza di Pel di carota – essere, per un momento, quel che hanno sognato di essere quelle creature soavemente immortali. Vivere l’impossibile: perdermi nell’oscuro piacere degli incubi d Bioy Casares, di Stevenson, di Wells, di Silvina Ocampo, di Cortázar, di Tibor Déry, di Kobo Abe.
A volte la funzione dei miei libri è rivelatrice. Leggere per la prima volta Benjamin, sir Thomas Browne, Chesterton, Calasso, Vila-Matas ed essere guidato attraverso un luminoso labirinto di idee che sembra costruito per aiutarmi a pensare, diventa per me un’esperienza equivalente all’illuminazione di cui parlano i sapienti. In quelle sere epifaniche il piacere è puramente e profondamente intellettuale, un atto di cui le nostre società di oggi disprezzano il valore. 

da: Alberto Manguel, Il libro degli elogi, Archinto, Milano 2009, pp. 91, euro 12,00 – traduzione dallo spagnolo di Glauco Felici.
Il libro ripropone testi apparsi negli ultimi anni su "Babelia", nel supplemento letterario de "El País". Alberto Manguel è nato a Buenos Aires nel 1948, di cittadinanza canadese vive in un villaggio francese. Romanziere, saggista e noto traduttore.

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