Alberto Casadei, Genetica

Pubblicato nel novembre 2008 Genetica è il nuovo e atteso libro di Alberto Casadei (Forlì, 1963), uscito nella collana Yakamoz curata da Daniele Pinna, della giovane casa editrice cagliaritana Aìsara. Casadei scrive da tempo in prosa e in poesia ma è più noto come critico militante e per i suoi numerosi studi sulla letteratura italiana, sul romanzo del 900, su Montale… qualche mese fa è uscito il saggio Poesia e ispirazione (Luca Sossella editore).
Nel 2005 aveva pubblicato il libro d’esordio I flussi vitali (Editing Alberto Casadei, GeneticaEdizioni, Treviso) dove l’esperienza biografica è vista in "movimento" (così s’intitolano i poemi della prima sezione), nel fluire della propria storia personale e di quella del novecento, a partire dalla guerra partigiana, probabilmente sentita come nucleo (o "flusso") retrodatato della propria formazione culturale ed etica. Non a caso poi la seconda sezione, "Exempla", s’apre con una epigrafe di Beppe Fenoglio. Testi che rievocano episodi cruenti, stragi, Brigate Nere e SS, con "il sangue sparso prematuro". Come se dal tragico ricordo ci si possa liberare solo conoscendolo a fondo, quasi rivivendolo e l’autore, in un’altra epigrafe, cita Eliot: "This is the use of memory: / For liberation". I versi poi narrano della "insidiosa povertà della mente" che il 2 agosto 1980 portò all’Italia la strage della stazione di Bologna e poi della Brigate Rosse, con l’attacco al cuore dello Stato. 
Si sono scritti molti libri sull’argomento (parecchi da parte degli stessi terroristi) ma pochissimi versi e questi di Alberto Casadei, qualche anno fa, mi colpirono molto: per lucidità e insieme profondissima partecipazione. I "flussi vitali" si contrastano ed esplodono, la violenza è scambiata per forza, la morte vista come il risultato più alto e ambizioso. Inconsueta poesia civile che affonda lo sguardo nell’indifferenza e nel cinismo che da quegli anni in poi si è allargato a macchia d’olio. Si parla dell’uccisione dello studioso Roberto Ruffilli avvenuta nell’aprile 1988, a Forlì, città natale di Casadei, e poi degli attentati mafiosi del 1993. Nell’ultima sezione, "La remissione dei peccati", si torna alla vita, all’inizio, alla ricerca di "nuovi equilibri", al riso con gli occhi dei propri figli. 
Mi è parso doveroso soffermarmi sul primo libro di Casadei, per giustificare quell’atteso di cui parlavo all’inizio riferendomi al nuovo lavoro, ma anche perché i due libri sono fortemente collegati. Dopo I flussi vitali dove la storia personale s’intrecciava a quella collettiva Genetica sembra voler fare i conti con la vita stessa: la esplora in un viaggio rischioso perché affronta temi nuovi e difficili da "sviscerare" in versi. Scrive lo stesso Casadei nella Nota finale: "Il poemetto appartiene alla tradizione, da tempo entrata in una sorta di cono d’ombra, della poesia a valenza gnoseologico-interpretativa. Tenta cioè, partendo da dati scientifici e dalle teorie filosofiche attualmente accreditate, di affrontare problemi relativi alla genesi e allo sviluppo storico dell’umanità: argomento considerato ormai inattingibile dalla poesia, e invece scommessa e limite di ogni creazione poetica, se intesa non come rielaborazione di nozioni già acquisite, ma come biologica e profonda fusione di esperienze ri-vissute, qualunque origine esse abbiano e in qualunque ambito del rapporto tra l’io-individuo e il reale-totalità si collochino".
Per questo poi qui in Genetica tutto si fa più complesso e articolato e il linguaggio (già assai personale in I flussi vitali) si arricchisce di nuove risonanze: versi più lunghi e percussivi, testi più compatti, ma anche di un solo verso, come inciso sul soffito d’una caverna preistorica. La Storia retrocede all’Origine e i passaggi dell’uomo s’intrecciano alle scoperte scientifiche: i flussi si scambiano, si fondono e si genera la vita (che è come un ripartire dal precedente libro), il mondo abitato da milioni di anni, l’identità dell’uomo, l’amore "che sigilla il ritorno". Da "Rapa Nui", gustoso resoconto poetico di un viaggio turistico con la famiglia, alla "Genesi dell’amore" che permette alla vita di proseguire, di trasmettersi: "e credo / che il tuo sorriso azzurro / i tuoi capelli di cenere / tramanderanno sé / noi / ad infinitum".
Genetica è un libro ambizioso, che sperimenta e ricerca vie nuove a livello tematico e lingustico, lo fa con abilità e consapevolezza, con mano sicura, e a tratti affascina e colpisce, inquieta quando nell’ultima sezione affronta le teorie sulla nascita e la forma dell’universo e ne viene fuori un senso di "incompiutezza" e di oscuro, a livello conoscitivo, nonostante il passaggio di svariati millenni, nonostante il progresso tecnologico e scientifico. 

*

Azioni ripetute da ogni filamento
brana-mana, dall’inizio, ricomincia
ora, il suo profilo, carne della
mia morte, a sfiorare il seno
nutrente, a disegnare possibili
futuri, con le sue parole "Amore,
sono qui", e la fuga degli atti
incalcolabili che in un atomo di tempo
universalmente avvengono e
non restano perché non debbono
restare. "Noi possediamo nei nostri geni,
nelle nostre cellule, un’eredità che risale
alle origini della vita", e anche il moto abbiamo e il
districarsi e il conoscere
chiaramente, e il mio corpo riflette
la luce, avendo comunque
generato nella materia
buia.

Alberto Casadei, Genetica (2008, Manastir – Cagliari – Aìsara, pagg.93, euro 10)

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Una risposta a Alberto Casadei, Genetica

  1. utente anonimo ha detto:

    Ciao e buona giornata da Maria

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