Rafael Courtoisie, La Bibbia Umida

È uscito il mese scorso il libro di poesia di Rafel Courtoisie La Bibbia Umida (LietoColle, 2009), che ho curato e tradotto, la raccolta era stata pubbliLa Bibbia Umidacata l’anno scorso in Uruguay (Cantalao Ediciones – La Biblia Húmeda). Una volta tanto, quindi, non siamo di fronte a tempi biblici per vedere un buon libro (e poi di poesia!) tradotto e proposto qui in Italia. Il merito è soprattutto dell’editore Michelangelo Camellitti che nella preziosa collana AltreTerre della sua casa editrice LietoColle ha accolto poeti stranieri d’area ispanoamericana talvolta del tutto ignorati in Italia (Boccanera, Bullosa, Russotto…), ma di grande valore poetico e già parecchio noti in Europa. Com’è il caso di Rafael Courtoisie (Montevideo, 1958), che ha pubblicato una ventina di raccolte poetiche (premiate e tradotte all’estero) e qui in Italia conosciuto per alcune sue opere di narrativa, come il romanzo Sfregi pubblicato da Avagliano nel 2004 e la cui lettura mi aveva così colpito da ispirare un mio testo poetico ("Saccheggi", poi dedicato allo stesso Courtoisie) della raccolta Il male inconsapevole,  e sopratutto Facce sconosciute pubblicato da Le Lettere nel 2005. Speriamo di veder presto tradotto in Italia anche il suo ultimo romanzo, uscito l’anno scorso in Spagna, Goma de mascar, ma sono molti i lavori che sarebbe il caso di tradurre e diffondere, come il breve e incisvo romanzo Cadáveres exquisitos (1995 poi riproposto nel 2005).
La vasta opera letteraria di Rafael Courtoisie andrebbe conosciuta e approfondita nel suo insieme, non solo perché è uno degli scrittori uruguaiani più conosciuti a livello internazionale, ma perché il suo lavoro spazia, con grande maestria, tra i diversi "generi" letterari, arrivando a proporre opere per così dure multiple, spesso impossibile da classificare all’interno della sfera della poesia o della narrativa.
In Italia di Courtosie era uscita una selezione di testi (da me tradotti) della raccolta  Casa de cosas (Madrid, 2003) sulla rivista diretta da Elio Pecora "Poeti e Poesia". Speriamo che la pubblicazione de La Bibbia Umida sia l’inizio di una maggiore attenzione (di lettori e critica, ma ma anche editoriale) nei confronti di questo autore sudamericano.
I testi qui raccolti, prendendo spunto da noti episodi tratti dalla Bibbia, svelano il mondo erotico dell’artista: brevi poesie dove l’amore e il rapporto carnale si fa atto d’unione con il creato, momento di vita intensa, scoperta e rivelazione, "Terra promessa". Verso la fine del libro i testi s’allungano (v. "Cinque misteri della vergine", "Il dono delle lingue") e pur rimanendo in ambito biblico i temi si allargano, si stratificano: la parola, la lingua, il linguaggio umano (in riferimento anche a quello erotico dei testi precedenti), la carne che si fa pietra e frantuma la fragilità (il vetro) della coscienza. Per questo poi la parola tace ed è il corpo a raccontare l’ombra e la luce, l’unione di due corpi nell’amore e a far sì che possa cantare "un’altra voce". Più autentica ed essenziale, poù libera e gioiosa.
Così quei brevi testi sensuali ed erotici dell’inzio, di piacevole (talvolta umoristica) lettura, evolvono in qualcosa di più complesso (nel tipico stile courtoisiano) mescolando prosa e poesia, riflessione metafisica e linguistica, ma sempre nella sintesi e nella costruzione elaboratisisma e precisa del testo, che fa a meno del superfluo, degli orpelli e punta a dilatare il senso (e i sensi) con la suggestione verbale, sonora e ritmica: "La situazione del senso della parola ‘corpo’. Il corpo che si fa senso. La voce del senso abitata dal corpo. Il corpo della voce, il senso del corpo. La sostanza verbale, il sesso del testo".
E più avanti: "Il sesso come senso del corpo, / Il corpo senza spazio. / La situazione che si fa corpo, il pensare divenuto carne del tempo. / Il tempo senza senso. / Il luogo del senso, vuoto".Rafael Courtoisie

LA GENESI

Ti creò la mia bocca
mi creò la tua bocca

il tuo corpo è il luogo
dove vivo.

IL CANTICO DEI CANTICI

Quando ti sei girata
ho suonato la tua schiena

eri musica
quando mi stavi sopra.

LO SPIRITO SANTO

Non posso smettere di ricordarmi dei tuoi monti
non posso smettere di toccare
nel ricordo che dura soltanto
un secondo nel ricordo
che si ferma nella memoria di me stesso
quando dormo
scompare la volontà di sapere
dei tuoi occhi incandescenti
del silenzio arcuato del tuo seno
della forma del sapore
del tuo suono:
capezzoli timpani capezzoli.

Non posso smettere di toccare l’assenza
di leccare lo Spirito
che hai lasciato.

La voce del tuo succo
bagna.

Rafael Courtoisie, La Bibbia Umida (LietoColle, Faloppio – Como – 2009, a cura di Alessio Brandolini. Pagg. 85, euro 13,00) 

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Una risposta a Rafael Courtoisie, La Bibbia Umida

  1. utente anonimo ha detto:

    Ho letto questa segnalazione e il libro mi ha incuriosito. Poi lo ho a mia volta segnalato su “Libri e film”.

    Cordiali saluti e complimenti per il blog, che trovo molto interessante.

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