Tevere in fiamme, cronaca della serata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La pubblicazione della nuova silloge poetica di Alessio Brandolini, Tevere in fiamme (Azimut, 2009) è stata la piacevole occasione per interrompere l’anno sabbatico che I libri in testa si sono presi.
Alle 19,00 del 7 marzo 2009, nella solita saletta della libreria Croce, è cominciato il faccia a faccia con l’insolita presenza di Federico tra il pubblico invece che nei panni di librointesta.
Ha aperto la serata Fiamma, leggendo la poesia in memoria di Eugenio Montejo, poeta venezuelano scomparso nel 2008.
Nel commentarla, Alessio ha ribadito il suo profondo legame con la poesia sudamericana, che gli appare più vitale e feconda di quella italiana, a suo parere spesso un po’ troppo salottiera e chiusa in se stessa.
I libri in testa hanno proseguito alternando le letture a domande e commenti. Giuseppe ha posto l’accento su figure ed espressioni ricorrenti, invitando Alessio a scomporle davanti agli ascoltatori per penetrarne il significato, Alessio ha parlato così del proprio rapporto con la terra, che rappresenta il ritorno al mondo contadino delle origini e la possibilità di instaurare un nuovo rapporto con il padre  fatto non tanto di parole quanto di gesti,  e con la città di Roma, che compare in vari suoi aspetti nelle poesie, dalle rovine al Tevere (da cui il titolo suggestivo della silloge),  dalle fontane ai quartieri periferici. A tale proposito Elvio ha tracciato un interessante parallelo della visione della città leggendo un brano su Roma di Nikolaj Gogol, scritto negli anni del suo soggiorno nella capitale.
In appendice alla silloge, che si configura come un compiuto percorso di narrazione in versi,  la prosa poetica di "Zattere d’acqua".
Fiamma e Michele hanno inoltre posto in evidenza le differenze di linguaggio e di stile di questa raccolta, definita "una voce jazzistica" rispetto a quelle delle precedenti raccolte di Alessio.
Differenza che crea una sorta di ideale spartiacque nella poetica di Alessio, che si offre al lettore a volte più elegiaca e lieve come in "Poesie della terra",  a volte più forte e dura come in questa raccolta.
Alcune persone tra il pubblico sono intervenute  nel dibattito con interessanti osservazioni che hanno contribuito a rendere la serata vivace e stimolante.


Annarita Verzola

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3 risposte a Tevere in fiamme, cronaca della serata

  1. FedericoP ha detto:

    presenza insolita e silenziosa la mia, ma nel corso della serata i miei ex colleghi sono stati così bravi che hanno risposto in anticipo a tutte le domande che avrei voluto fare

  2. utente anonimo ha detto:

    mannaggia all’influenza, mannaggia.
    un saluto a tutti.
    rosaria

  3. giuseppeierolli ha detto:

    Ah, ecco perché non c’eri 🙂

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