Lêdo Ivo, Requiem

                                                 Ho sempre amato il giorno che nasce. La prua della nave
                                                 il chiarore che avanza fra le ombre sparse,

                                                 il lungo mormorio della vita nelle stazioni ferroviarie. 

                                                                  Lêdo Ivo

È uscito in Italia Requiem (Besa , 2008),  ultimo libro del grande poeta brasiliano Lêdo Ivo (1924) per la cura di Vera Lúcia de Oliveira. Oltre al Requiem, un lungo poema diviso in otto parti, qui ci sono – in chiusura – anche alcuni testi tratti dagli ultimi due libri di poesia pubblicati in Brasile: Il rumore della notte (2000) e Plenilunio (2004) che certo non stonano accanto al Requiem. Non solo perché de Oliveira, che a fondo conosce la poesia del maestro, ha selezionato testi che ben si legano alle tematiche del Requiem, suo ultimo libro, ma perché prendendo in considerazione uno spaccato più ampio del lavoro poetico degli ultimi anni del maestro brasiliano il lettore italiano può meglio Ledo Ivo"incontrarsi" con le proprietà di questa poesia, che sembra voler riassumere o, meglio ancora, tirare le fila, di un laborioso fare poetico che va avanti da sessant’anni. Fatto già di per sé straordinario ma, quel che più conta: la fiducia nella poesia, che perdura da così tanto tempo, ha forgiato una voce ancora più profonda, più larga, ha ridotto i suoni rendendoli più puri, essenziali. 
Lo affermo in considerazione del precedente libro pubblicato in Italia, quelle Illuminazioni (Multimedia, 2001) che tanto mi avevano colpito, pur essendo solo un’antologia che riunisce assieme testi distanti nel tempo. Nel Requiem, per via della compattezza del testo, la lingua del poeta appare salda e fedele a se stessa e nettamente si staglia dinanzi al lettore la sobria originalità della sua morbida (e sapiente) tessitura poetica: versi lunghi come un volo d’uccello che leggendoli ad alta voce lasciano senza fiato, immagini di relitti di navi sulla costa in un paesaggio dove "acqua e terra si dissolvono". Le illuminazioni di rimbaudiana memoria (e Lêdo Ivo ha tradotto il poeta francese) qui si sono trasformate in schegge di luce che trafiggono il cuore e la mente, i testi sono preghiere piene di dubbi su Dio e sulla morte eppure sempre forti e limpide, come se il dubbio fosse il martello con il quale scolpire immagini, l’indispensabile attrezzo per raddrizzare (ammortizzare) le storture della vita. Il recupero del ricordo va ben oltre la propria nascita, risale di generazioni in generazione, si lega all’antica popolazione brasiliana dalla quale discende il poeta, a quei famigerati indios Caetés quasi tutti sterminati nel 1500 per aver banchettato con il corpo del primo vescovo cattolico inviato sulla costa brasiliana.
Recuperare i ricordi per sbozzare una morte meno tragica? Aprire una porta verso il futuro? Non credo che sia questo, perché "la vita evapora come le anime / nel cielo che non ospita alcun dio".
Il Requiem è un profondo e convinto atto di fede nella vita, nell’esistenza di tutte le cose: gli alberi, l’amatissimo paesaggio dell’infanzia legato alla città di São Miguel dos Campos (più che Rio de Janeiro, dove vive il poeta), il mare ("il mare che mi veniva incontro come un’offerta, /il mare femminino che carezzava i miei piedi), gli umili, i pescatori, i lavoratori della terra, e i folli: "dove sono i pazzi della mia infanzia, / i pazzi che cantavano e danzavano nel manicomio devastato dal sole?".
C’è nostalgia, sì, ma congiunta alla convinzione che "tutto quello che ho perso, l’ho perso per sempre". 
Ecco, solo qualche accenno a questo libro importante e bellissimo che commuove e accende nel cuore delle luci intermittenti: piccole illuminazioni che confortano la solitudine dell’uomo, perché la poesia di Lêdo Ivo è un saldo abbraccio a ogni cosa del creato, è un invito a vedere (quante immagini in questo libro!), ad ascoltare con attenzione ogni rumore della vita, perché "il giorno più lungo dell’uomo /dura meno di un lampo".

Lêdo Ivo, Requiem (Introduzione, traduzione e cura di Vera Lúcia de Oliveira, Besa Editrice, Nardò, Lecce, 2008, pagg. 97, euro 10) 

 Alessio Brandolini

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