OCCHI DI GUBÌA

Belluomini, Occhi di gubìaOcchi di gubìa è l’ultimo libro di poesia di Francesco Belluomini (LietoColle, 2008), 43 testi che hanno il sapore della salsedine, immersi come sono nel mondo e nella vita del mare. Anche l’originale lingua usata ricalca i toni del gergo parlato dai marinai di Viareggio e dintorni, avendo l’autore alle spalle trent’anni di navigazione. Il verso, rigorsamente endecasillabo, traccia un percorso di vita vissuta intensamente: lo fa con schiettezza, da uomo libero da ogni laccio sociale e accademico. Il mare è lo specchio (così l’epigrafe di Baudelaire) di chi scrive (che considera la scrittura come una "malattia involontaria") e insieme del male che è presente nella vita, nel duro lavoro lontano da casa, del "tempo non avuto": per amare, per dedicarsi alla scrittura o perché un incidente ha cancellato il futuro. 
Occhi di gubìa (che poi sono le feritorie ovali collocate in alto sulla prua, utilizzate per il passaggio delle catene delle ancore; v. l’apposito "Glossario") è un libro terso e incisivo, che trasmette calore umano e toscana schiettezza. Qui il viaggio lirico riecheggia i classici e si pensa ad Omero e ai toscani (più Dante che Petraraca), eppure il ripiegamento su se stessi, la caparbietà che s’affianca alla sofferenza, i ricordi dalle lacrime salate, le voci e i volti dei compagni, la pesca in alto mare e il confronto con il presente (ironico e duro) ha un taglio decisamente moderno, sul solco dell’antologia Spoon River di Edgar Lee Masters.

LA MARINERIA D’OGGI

La marineria d’oggi è cambiata
tanto da disconoscere Viareggio:
non più barche, né scalo mercantile
e poche anche quelle della pesca.

Nei fulcri più fiorenti dei cantieri
si serve unicamente l’altobordo,
tanto che l’ampliamento degli ormeggi
somiglia una discarica di lusso.

NATALE A BORDO

Aneli di raggiungere la terra
dopo giorni d’intenso scarrocciare,
sotto montagne d’acqua del monsone
che stringeva d’assedio le fiancate.

Un porto nell’imminenza del Natale
passeggiano tra luci e sfarfallii;
ma niente scaccia il groppo nella gola
l’ansiosa nostalgia della tua casa.

CIECA SORTE

Conoscevo quel povero ragazzo
imprigionato a morte al varricello:
nel salpare la rete della cala
trascinato dai cavi dei portoni.

Salvo doveva compiere trent’anni
e quel pane strappava con mestiere,
ma la morte lo colse di sorpresa
appena reso padre dalla moglie.

Testi tratti da:
Francesco Belluomini, Occhi di gubìa (
LietoColle, pagg. 64, euro 10,00)

Francesco Belluomini è nato a Viareggio nel 1941 e vive a Lido di Camaiore, dove promuove una intensa attività letteraria (come il Premio Camaiore). Ha pubblicato numerose raccolte poetiche e romanzi: segnaliamo l’ultimo, La finestra sul mare (2007, Bonaccorso).

alessio brandolini

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...