A cosa serve scrivere un libro che vende poco?

Da qualche tempo mi gira in testa una domanda sulla letteratura a cui non so dare una risposta e in merito alla quale mi piacerebbe conoscere il parere di altre persone. Prima di porre la domanda ritengo necessario fare una premessa.

La premessa è la seguente. La letteratura non è immutabile. È invece in continua trasformazione. I cambiamenti che subisce sono operati da tutti gli attori di questo mondo: gli editori, i critici, i lettori stessi e ovviamente, non ultimi, gli scrittori. I più celebri scrittori della storia, dunque, dalla letteratura hanno avuto (gloria, soldi), ma alla letteratura hanno anche dato. E non hanno dato solo opere, ma anche opportunità di trasformazione di questa cosa che noi chiamiamo, appunto, letteratura. Faccio un esempio pratico prendendo uno scrittore noto: Hemingway. Ebbene, se quello che Hemingway ha scritto non fosse mai stato stampato, distribuito e letto da così tante persone la letteratura oggi sarebbe diversa da quello che è. Non so dire quanto diversa, non credo che la trasformazione che gli scrittori imprimono alla letteratura sia quantificabile. Né mi interessa stabilire se senza Hemingway questa letteratura diversa sarebbe stata migliore o peggiore, perché non è proprio questa la natura della mia domanda. Sono però sicuro che se ciò che ha scritto Hemingway non fosse mai stato pubblicato la letteratura oggi sarebbe, in una certa misura, diversa. Hemingway, insomma, è servito a qualcosa. Fine della premessa.

Continua a leggere il mio intervento su Vibrisse, bollettino

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6 risposte a A cosa serve scrivere un libro che vende poco?

  1. utente anonimo ha detto:

    Se il libro nn ti puiace puoi sempre venderlo 😉

  2. robertosantini ha detto:

    Se ho letto attentamente, mi sembra che tu parli di grandi e piccoli scrittori. Forse, ma non so se sbaglio, avresti dovuto includere nel tuo intervento grandi e piccoli editori… Logico che uno pubblicato da Rizzoli ha più possibilità di vendere di uno pubblicato da un piccolo editore di provincia. Io credo che la differenza stia tutta qui e immagino (naturalmente mi escludo da questo) che vi siano molti “grandi” scrittori poco conosciuti perché pubblicati in modo quasi anonimo e molti (grandi?) scrittori conosciuti perché per varie vicissitudini e circostanze che vanno oltre il talento, sono riusciti a pubblicare con editori importanti. I nomi si sprecano…

  3. Menzinger ha detto:

    I libri non sono solo un prodotto da vendere. Possono essere anche quello ma sono soprattutto espressione, comunicazione.
    Si scrive perché ci fa piacere scrivere, perché riteniamo di avere qualcosa da comunicare. Cosa importa se a leggerci non c’è nessuno, una persona, dieci o un milione? Solo i soldi che ne vengono ma l’espressione e il tentativo di comunicazione c’è stato comunque. C’è poca differenza.
    Trovo assolutamente idiota l’atteggiamento di chi guarda con sufficenza agli autori “dilettanti”: forse che si guarda allo stesso modo chi gioca a calcio, a tennis o a scacchi così, per il solo gusto di farlo, senza preoccuparsi di vincere coppe e tornei importanti? Perché scrivere non può essere considerato un hobby normale? Per quanto mi riguarda lo considero un passatempo assai più bello e “nobile” di altri.
    Pare più “normale” perdere serate intere davanti ad una TV idiota che scrivere. Dovrebbe essere l’opposto. E poco importa se gli scrittori dovessero davvero diventare più dei lettori.
    Certo, si scrive per esprimere ma anche per comunicare e dunque ci fa piacere se qualcuno ridponde al nostro richiamo, alla nostra voce dispersa nel deserto vociferante che ogni voce annulla.

  4. utente anonimo ha detto:

    interessante il punto di vista..e per trasformazione s'intende anche variare sicuramente le fonti..cosa ne pensate del nuvo libro di Houellebecq, "la carta e il territorio"??che trae brani da wikipedia??ciao

  5. utente anonimo ha detto:

    ag si ne ho sentito parlare, è quel libro accusato di wiki-plagio???che strano vero???

  6. utente anonimo ha detto:

    ah si è ne ho sentito parlare, è quel libro accusato di wiki.plagio??che strana accusa, vero?

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