Tre poesie di José Agustín Goytisolo

SONO COSÌ

Si sa il loro mestiere è molto antico
ed immutato è giunto fino ad oggi
attraverso più secoli e molte civiltà.

Non sanno la vergogna né il riposo
tengono duro a lungo nonostante le critiche
certe volta cantando
altre patendo l’odio e la persecuzione
ma quasi sempre sotto tolleranza.

Platone interdì loro la Repubblica.

Credono nell’amore
sia pur con tutto il carico di corruzione e vizio
amano mitizzare l’infanzia a sufficienza
e hanno dei medaglioni e dei ritratti
che guardano in silenzio quando sono un po’ tristi.

Che curiose persone che delle volte giacciono
in letti lussuosissimi ed enormi
ma che pure si sanno rotolare
nei lerci pagliericci della concupiscenza
se gli viene il capriccio.

Vogliono dalla vita più di quanto offra.
Difficilmente mettono da parte un po’ di soldi
la previdenza non è il loro forte
e marciscono intanto poco a poco
in maniera ridicola
se prima non li ammazzono per chissà che motivo.
Così sono i poeti
le vecche prostitute della Storia.

SUI GRANDI UOMINI

Sui grandi uomini sempre esistono dettagli
che si occultano in testi e biografie
affinché i genitori non cedano allo scandalo
nel pensare che i figli arrivino a conoscerli.

Alessandro fu un pessimo alunno di Aristotele
Diogene fabbicò monete false
Cesare usò parrucche e vestiva da donna
Carlo Magno era un grande maneggione
Alfonso il Savio divise l’amante con il re di Murcia
Petrarca ebbe due figli da madre sconosciuta
Colombo lavorò a percentuale e mai fu molto chiaro con i conti
Caterina la Grande era leggera nei giudizi politici
George Washington speculò sui terreni in Virginia
Marx non riuscì a nascondere certi tratti da avaro
Victor Hugo fu un uomo miserabiole
Wagner davvero odiava follemente gli ebrei
Einstein fu un apprensivo in fatto di alimenti
e Martin Luther King non fu così negro come adesso si dice.

Molti bimbi così la smetterebbero di odiare i grandi uomini
osservandone i tratti e i costumi di tipi normalissimi.

AFFARE DI FAMIGLIA

Non dolerti se hai un figlio fannullone
se è imbroglione e bugiardo e spende molto
giacché tu lo hai educato senza accorgertene
da bravo cittadino con il tuo esempio.

Goytisolo, Poesia civileLe tre poesie sono tratte dal libro José  Agustín Goytisolo, Poesia civile (Perrone, 2006), a cura e traduzione di Matteo Lefèvre. Ampio spaccato della produzione poetica di Goytisolo (oltre venti libri di poesia che vanno dal 1955 al 1996), che fu anche traduttore (Pasolini, Pavese) e scrittore di racconti per bambini. Nato a Barcellona nel 1928 (dove è morto nel 1999) Goytisolo fa parte dei poeti spagnoli della generazione "de los años cinquenta" che doveva vedersela con la Spagna franchista e una dura crisi economica. Il titolo dell’antologia "poesia civile" pone subito l’accento sulla caratteristica di questa poesia legatissima al sociale, concreta e comunicativa, sebbene spesso spinosa e dura, senza toni declamatori, d’un sobrio pessimismo. Le poesie (con testo a fronte) sono precedute da un ampio saggio dello stesso Matteo Lefèvre, "La lingua della denuncia nella lirica di José Agustín Goytisolo", utile e preciso nel cogliere i vasti riferimenti poetici di Goytisolo (Marziale, Blas de Otero, Pasolini…) e nel sottolineare il rigore linguistico, mai disgiunto da quello etico.

José Agustín Goytisolo, Poesia civile (Perrone, collana Poiesis, 2006, pagg, 226, euro 15,00 – cura e traduzione di Matteo Lefèvre)

Alessio Brandolini

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2 risposte a Tre poesie di José Agustín Goytisolo

  1. utente anonimo ha detto:

    Ciao, nel mio blog si sta lavorando a un progetto denominato “Copione teatrale Open Source” è un lavoro per chi ama la creatività e mi piacerebbe se partecipassi anche tu, passa a dare un’occhiata e fammi sapere.

    questo è il link del blog:

    http://teatroopensource.blogspot.com/

    Ciao e a presto spero 😉

    p.s.

    Se non puoi partecipare possiamo fare semplicemente uno scambio link se ti va

  2. utente anonimo ha detto:

    Non conoscevo Goytisolo, mai sentito nominare, interessante, soprattutto quella sui grandi uomini.
    Però su una cosa dissento, se un uomo è grande è giusto conoscerlo a fondo, odiarlo o amarlo poi dipende dal nostro interiore.
    Mi faccio un giretto nel blog ^_^
    Ciao librintesta..(come vi capisco!!!)

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