Koch cita I Libri In Testa!

Antonio Koch, "Speriamo che il mondo non finisca nel 2012"Qual è uno dei segni inequivocabili della celebrità? Ma è semplice: essere citati in un racconto. E allora è proprio il caso dire che I Libri In Testa ce l’hanno fatta, hanno raggiunto l’olimpo della notorietà. Lo scrittore bolognese Antonio Koch parla di loro nel racconto «Odradek», uno dei suoi nove pezzi che compongono la raccolta Speriamo che il mondo non finisca nel 2012 appena uscita per le edizioni ilmiolibro.it. I Libri In Testa vengono qui nominati uno ad uno. Si parla addirittura della mitica pizzeria Il Corallo dove I Libri In Testa vanno a mangiare la pizza da almeno sei anni ogni settimana. E quelli del Corallo si incavolano pure quando gli chiedono uno sconto (pulciari!).
Ecco il sugoso estratto:

L'occhio sinistro del signor Koch(…) Il giorno dopo, sabato, è stata una giornata estenuante ma produttiva, sono andato con Ale alla fiera della piccola e media editoria. Ho conosciuto la tipa della Fernandel e allo stand Fernandel ho incontrato anche l’Auriemma, Governatori e altri dei Librintesta, e ho girato per tutti gli stand e ho preso i biglietti da visita e i cataloghi di tutti i piccoli e medi editori. Allo stand Fernandel ho conosciuto anche Gianluca Morozzi, un giovane autore bolognese, e sono andato con lui, Governatori e un’altra ragazza della Fernandel in macchina alla libreria Croce, dove alle diciotto c’era lo spettacolo del gruppo Librintesta con la partecipazione di Gianluca Morozzi e Marco Rossari. Con Morozzi abbiamo parlato di cose bolognesi, strade bolognesi, posti, è stato bello perché ero molto stanco lì a Roma tutto solo con le lenti negli occhi da due giorni, Ale l’aveo lasciato alla dfiera del libro a fare delle cose per Daemon, mi ha confortato parlare con un mio concittadino, mi sono sentito un po’ a casa. Alla Croce ho incontrato Brando e gli altri Librintesta, Platania, Ierolli e la Fiamma Giuliani. Elvio Cipollone non c’era perché aveva la febbre. Ho assistito allo spettacolo, è stato divertente, era un processo contro Morozzi e Rossari accusati di giovanilismo letterario, i capi d’accusa erano troppe parolacce, autoreferenzialità e cose di questo tipo, i Librintesta leggevano stralci dei libri di Morozzi e Rossari e Morozzi e Rossari si difendevano, erano simpatici facevano delle gag divertenti, e hanno detto perfino alcune cose serie sulla scrittura che adesso non mi ricordo, però mi ricordo che ero d’accordo. Poi Rossari ha anche cantato con la chitarra una canzone demenziale sulle note de "L’avvelenata" di Guccini, quello faceva molto ridere. Poi c’è stata la voazione, io naturalmente ho votato innocente e ho anche votato due volte, ho marcato "innocente" su due schede, e siccome alla fine è risultato che erano innocenti per un solo voto, mi sono alzato e ho detto che io avevo votato due schede, in realtà erano pari, però la gente si stava già alzando per andarsene, c’era un po’ chiasso nessuno mi ha creduto, non mi hanno preso sul serio. Poi ho telefonato ad Ale per dirgli cosa facciamo, tu che fai parti stasera? e lui ha detto che Lorenzo poteva ospitarci anche stanotte, potevamo partire domani, allora ho chiamato Lorenzo per dirglielo e lui ha detto che non c’era problema, e ci siamo messi d’accorod per becarci per cena, o dopo cena, insomma più tardi.  Quindi ho salutato Brando che purtroppo è dovuto scappare, doveva andare al compleanno di suo figlio, e sono andato a mangiare la pizza con l’Auriemma e gli altri Librintesta, e anche Morozzi. Morozzi però eravamo seduti lontanie non abbiamo parlato granchè, il locale era piccolo e molto rumoroso, a Roma tutti i posti sono piccoli sono tutti stretti, rumorosi, e c’era la porta rotta, ogni volta l’Auriema doveva urlare di chiudere la porta alla fine s’è incazzata, quella cazzo di porta urlava, io ho chiamato Ale e Lorenzo e gli ho detto di raggiungermi lì alla pizzeria Corallo, in via del Corallo. A tavola Governatori mi ha chiesto ehi, ma è vero che hai votato due volte? e io ho detto sì, l’avevo detto ma nessuno mi ha creduto, e allora anche l’Auriemma ha detto ehi, ma hai votato davvero due volte? e io ho detto sì, ve l’ho detto ho votato due volte, erano pari, e tutti hanno riso, e io ho detto eh questa è la prova che sono davvero innocenti, io sono stato corretto ma il fato, come si dice, nel frattempo s’erano fatte le nove e mezza, quasi le dieci e io avevo ancora le lenti a contatto (…)

Antonio Koch, «Speriamo che il mondo non finisca nel 2012» (ilmiolibro.it. 2008)

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Una risposta a Koch cita I Libri In Testa!

  1. utente anonimo ha detto:

    Lode a Koch!

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