Il Merlo parlante e la Chiesa juke-box

Caravaggio, "Le sette opere di misericordia"Stamattina, prima di andare in ufficio, sfoglio il nuovo numero di Famiglia Cristiana. Leggo con soddisfazione il bell’editoriale che stigmatizza la cialtroneria del nuovo governo Berlusconi che prima aveva promesso aiuti alle famiglie e ora si preoccupa solo di leggi salva-Premier. Poi continuo a sfogliare e arrivo all’ennesimo articolo in difesa delle etnie Rom e contro le proposte normative in odore di leggi razziali che soprattutto l’ala leghista del nuovo governo sta tentando di portare avanti. Va riconosciuto a molti esponenti della Chiesa – e al settimanale «Famiglia Cristiana» in particolare – di battere in modo indefesso su questo tasto, sul valore dell’accoglienza, dell’accettazione, dell’amore verso il prossimo “senza se e senza ma”. Un messaggio che ha già fatto storcere il naso a qualche lettore, come testimoniano alcune lettere pubblicate nell’angolo della posta, ma che, appunto, il settimanale sta portando avanti indefessamente.

Nulla di nuovo, del resto, per chi conosce gli autentici valori cristiani. Già nel settembre dell’anno scorso, il Vescovo di Pavia, Giovanni Giudici, aveva lanciato un appello pubblico in difesa della dignità dei Rom contro le tentazioni razziste dei suoi concittadini. E ancora: nel corso dell’omelia, don Fabrizio Centofanti dice: «aiutiamo gli extracomunitari difficili e i rom, anche alcolizzati: oggi sono loro i pubblicani e le prostitute che ci precedono nel regno dei cieli». Il giorno dopo scopre che qualcuno ha appiccato il fuoco al cassonetto per gli indumenti usati dietro la chiesa. E ancora: nell’aprile di quest’anno il Cardinal Tettamanzi si schiera contro lo sgombero del campo nomadi alla Bovisasca e per tutta risposta la Lega lo contesta aspramente e organizza un volantinaggio anti-Rom all’uscita della messa.

Potrei continuare, gli episodi non mancano. Ma mi sembra chiaro che dai parroci di quartiere alle cosiddette “alte sfere” la Chiesa, giustamente, dice la sua in materia di Rom.

Resto sbigottito, dunque, quando stamattina, dopo aver sfogliato “Famiglia Cristiana”, vedo in prima pagina su Repubblica un articolo di Francesco Merlo intitolato: «Le impronte dei bimbi rom e il silenzio della Chiesa». Il silenzio della Chiesa? Che strano, penso. Primo, perché, come appena visto, la Chiesa è stata tutt’altro che zitta. Secondo, perché è proprio da Repubblica che partono le solite lamentele sull’ingerenza della Chiesa in altre materie. Ma insomma, ‘sta Chiesa deve parlare o stare zitta? Ma certo! Merlo (e buona parte della redazione di Repubblica, immagino) vuole una Chiesa juke-box, una Chiesa che parli e si azzittisca a comando. Zitta sui valori della vita, ad esempio, e parlante su pace e integrazione razziale. Infili la monetina e la Chiesa parla, stacchi la spina e la Chiesa si spegne. Comodo no?

Peccato che stavolta Francesco Merlo abbia preso una cantonata colossale. Perché sul tema dei Rom la Chiesa ha parlato eccome. E la cosa ancora più sbalorditiva è che a pag. 6 dello stesso numero di Repubblica in cui Merlo denuncia il “silenzio della Chiesa” c’è una dichiarazione a caratteri cubitali di Monsignor Vittorio Nozza, direttore della Caritas, che protesta contro la proposta del Ministro Roberto Maroni di schedare le impronte digitali dei bambini Rom: «Metodi polizieschi – dice Monsignor Nozza – ricordano anni bui». Che aggiungere?

Ho letto tutto l’articolo di Merlo: la parte contro la Chiesa è un paragrafetto in un pezzo piuttosto lungo, sembra veramente qualcosa di appiccicato lì perché non si può perdere l’occasione di dare l’ennesima punzecchiatina alla Chiesa. Eppure quella stoccatina viene richiamata nel titolo in prima pagina.

È molto triste osservare come il cosiddetto “fronte laico” – di cui non faccio parte, ma che rispetto – sia ormai schiavo della sua ossessione anti-Vaticana. Una specie di orgoglio No-Vat da ostentare sempre e comunque, anche quando ogni riferimento o strale è totalmente gratuito.

Quello che una gran parte dell’elettorato di sinistra – di cui invece faccio parte – non capisce è che dire che la Chiesa è di destra, oltre a essere falso, è un favore che si fa alla destra.

(Immagine: Caravaggio, "Le sette opere di Misericordia")

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4 risposte a Il Merlo parlante e la Chiesa juke-box

  1. alexbrando ha detto:

    discorso complesso. però è vero che, attualmente, la politica del Vaticano – al di là degli articoli su “Famiglia cristina” e siti comboniani – è più che conservativa e alle passate elezioni ha appoggiato (discretamente ma con forza e intensa partecipazione) il pregiudicato Berlusconi e i suoi accoliti celoduristi previtiani saccanisti. perché?

  2. FedericoP ha detto:

    Non lo so. Però da un lato c’erano pregiudicati e celoduristi, dall’altro lato (che poi è il nostro lato) c’erano i Radicali con le bandiere anticlericali…
    Oggetto del mio post, comunque, non erano le incoerenze della Chiesa (che tra l’altro sono più note a che la vive dall’interno che a chi la critica dall’esterno) bensì l’uso distorto dell’informazione giornalistica, di cui l’articolo di Merlo è un esempio oggettivo, che finisce solo per alimentare il qualunquismo anticattolico.

  3. alexbrando ha detto:

    le tre bandiere dei radicali hanno fatto più paura della vasta alleanza berlusconiana? mah. l’uso distorto dell’informazione non è una novità, e d’esempi oggettivi se ne trovano in abbondanza (e da anni) nella stampa berlusconiana che alimentano il qualunquismo pseudocattolico.

  4. utente anonimo ha detto:

    beh, che repubblica non sia affidabilissima come fonte di informazione e’ un fatto abbastanza acclarato… la cosa che secondo me e’ buffa che, anche da atei, non si possa fare a meno, in Italia, di essere infastiditi (o rincuorati, o stupiti) ogni volta che la chiesa fa la chiesa oscurantista (come e’ giusto che faccia: se hai dei dogmi non e’ che puoi fare il modernista piu’ di tanto) oppure ogni volta che si ricorda di amare il prossimo (almeno) come se stessa.Cioe’, io che sono ateo, perche’ dovrebbe fregarmene se i preti sono contro l’aborto (e con loro, chesso’, il dieci per cento della popolazione?) o contro il divorzio o contro la schedatura dei bambini rom? dovrebbe darmi lo stesso livello di incazzatura di un vicino di casa o di un collega di lavoro, no, non avere una sfumatura particolare… Il problema e’ che alla chiesa in Italia si attacca anche tutto un teatrino di facce impresentabili e, quel che e’ peggio, la chiesa di questo e’ ben contenta (e anzi, lo cerca e lo corteggia, quel teatrino, battezza Allam, si fa baciare le mani da Ferrara, per dire). Il problema per cui anche chi e’ ateo si incazza un po’, alla fine, e per cui magari dice spropositi e perde di obbiettivita’, e che quel teatrino usa la chiesa per introdurre in un ambito dialettico e in cui vige il principio di maggioranza e allo stesso tempo il rispetto delle minoranze (ok, questo in una visione ideale delle cose) un principio dogmatico che bolla chi non crede nelle tue stese cose come assassino/malato/depravato, ecc. (e poi che assassino o depravato te lo dica ferrara peggiora il tutto)

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