Jorge Boccanera, Sordomuta

È uscita in questi giorni la raccolta poetica dello scrittore argentino Jorge Boccanera, intitolata Sordomuta. A pubblicarala è la casa editrice LietoColle, ed è il numero 11 della collana Altre Terre, riservata alla poesia straniera. Il volume è curato da Alessio Brandolini, che lo ha tradotto dalla spagnolo con Verónica Becerril. Il titolo orginale della raccolta è Sordomuda, pubblicata la prima volta nel 1991 in Costa Rica, poi una seconda edizione è uscita in Messico, nel 1992 e infine, la terza edizione, in Argentina nel 1998 (ristampata nel 1999 e nel 2005).
Sordomuta si colloca al centro e al vertice dell’intensa ricerca poetica di Jorge Boccanera (è la sua nona raccolta) e quando esce nel 1991 segna un distacco, un superamento del periodo dell’esilio iniziato con la fuga dall’Argentina, dopo il colpo di stato nel marzo 1976 e la feroce dittatura fascista instaurata dal generale Videla. Non a caso alla raccolta seguirà un silenzio di dieci anni, se si escludono le antologie, e solo nel 2001 usciranno i nuovi testi di Bestias en un hotel de paso, tra l’altro con un esplicito richiamo alla precedente raccolta, come a ribadirne la centralità, con un testo che ha per titolo proprio "Sordomuta".
La poesia qui si fa personaggio, Sordomuta, appunto, che "si trucca e si strucca, appare e scompare", che balla e fa volteggi, e canta "canzoni che nessuno acolterà". Una figura femminile ambigua e molteplice, vecchia e bambina (come la "Bambina con trecce" di Amedeo Modigliani della copertina), che provoca il poeta e lo sfida a toglierle il bavaglio dalla bocca. Sordomuta è lontana da ogni perfezione e quindi priva di una verità assoluta da trasmettere al lettore, ma il poeta non riesce – né mai potrebbe – staccarsi per sempre e in modo netto da lei. Per questo si trasforma nel suo cane, nel suo umile autista, nel compagno da ballo o in "colui che recita dentro il suo corpo". Così i due (poeta e poesia) sono costretti a vivere assieme, "ammenettati schiena contro schiena".
Allora "la poesia è un male necessario" (che poi è il titolo di una nota canzone scritta da Boccanera), ovvero la possibilità di estrarre dalle parole (come suggeriva César Vallejo) quel poco che resta di veramente importante, di essenziale, è quella spinta che dà la forza di portare avanti il tentativo (inutile?) di sfiorare la verità, "pietra levigata dall’acqua".

ROVESCIO

Il riflettore spazza l’acqua con una luna falsa, lascia la bava tra i pesci immobili.
Ci sono lance assassine, luci che stordiscono, ci sono sirene che ruggiscono, riflettori che trascinano la loro bocca infarinata.

Il poeta è solo un’ombra che corre giù in fondo, raschia
          l’osso della parola, cerca una sponda in un altro corpo, un passaggio.

Nessuno può dormire, la veglia è di pietra.
La veglia di pietra,
la veglia che si fa pietra, pietra, pietra.

ILLUSIONE OTTICA

Il calabrone svolazza sulla testa del gufo in sosta sul cappello della bambina che cammina
sulla groppa del cavallo che galoppa lungo la strada polverosa.

Ma in verita,
il calabrone, il gufo, la bambina e il cavallo sono immobili figure,
a correre, selvaggia, è solo
          la strada.

OASI

Camminai nel deserto della tua lingua.
Trasformai ogni polverone in un grato ricordo.
Da una pietra rotonda, un amuleto.
Delle verdi tempeste trassi un bosco.
Dalle quattro lucertole, un amico.
Camminai,
          Perché?
Se colui che parla di queste cose è solo il vedovo della tua lingua?
Perché?
          Camminai.
Il bosco, l’amuleto, l’amico, il ricordo, sono manciate di polvere.

Tanto scavare per una perla d’acqua!
Tutto il mio harem è una Sordomuta!

Jorge Boccanera nasce nel 1952 a Bahía Blanca, a sud di Buenos Aires, dove vive una numerosa popolazione di immigrati italiani. Nel 1962 si trasferisce con la famiglia nella capitale argentina. I suoi nonni paterni sono di origine italiana, provengono da Recanati. Dopo il colpo di stato militare (marzo 1976) si vede costretto all’esilio nel giugno dello stesso anno. Durante la feroce dittatura soggiorna a lungo in Messico e in Centroamerica. Torna in Argentina nel 1984. Alla fine del 1989 si trasferisce in Costa Rica e vi resta fino al 1997. Vive tra Buenos Aires (coordinatore della cattedra di Poesia Latinoamericana all’università nazionale) e San José, in Costa Rica ed è collaboratore fisso di molti periodici e riviste, sia in Argentina che all’estero, e direttore della rivista bimestrale di cultura Nómada. Ha pubblicato i libri di poesia: Los espantapájaros suicidas (1974, Argentina), Noticias de una mujer cualquiera (1976, Perù), Contraseña (1976, Argentina), Poemas del tamaño de una naranja (1979, Perù), Música de fagot y piernas de Victoria (1979, Messico), Oración (para un extranjero) (1980), Contra el Bufón del Rey (1980) – gli ultimi tre libri riuniti in Los ojos del pájaro quemado (1980, Messico) -, Polvo para morder (1986, Argentina), Marimba (1986, antologia – Argentina), Sordomuda (1991, Costa Rica – 1992, Messico – 1998 Argentina, ristampe 1999, 2005), Antología poética (1996, Argentina), Zona de Tolerancia (1998, antologia – Argentina), Bestias en un hotel de paso (2001, Argentina, poi riproposto nel 2006 in Messico, ma inglobando la raccolta Sordomuta) e Antología Personal (2001, Argentina), Poemas (2002, antologia). Nel 1976 ha ottenuto per la poesia il Premio "Casa de las Américas" a Cuba e nel 1977 il "Premio Nacional de Poesía Joven", in Messico. Recentemente sono uscite due importanti antologie poetiche: in Spagna Servicios de insomnio (Visor 2005, introduzione di Vicente Muleiro) e in Argentina Marimba (Colihue 2006, introduzioni di Juan Gelman e Lautaro Ortiz). Suoi testi sono presenti in varie antologie di poesia sudamericana e sono stati tradotti in diverse lingue. Ha pubblicato anche libri di saggi, tra i quali: Confiar en el misterio (1994, sull’opera di Gelman) e Sólo venimos a soñar (1999, Messico, sull’opera di Luis Cardoza y Aragón). Tra i volumi di prosa si segnalano: Malas compañías (1997), Tierra que anda. El exilio de los escritores (1999), Redes de la memoria. Escritoras ex detenidas (2000), La pasión de los poetas (2002). Ha scritto anche testi per il teatro e canzoni musicate da importanti artisti (Mercedes Sosa, Silvio Rodriguez), poi raccolte in La poesía es un mal necesario.

Il libro Sordomuta di Jorge Boccanera (2008, LietoColle, pp. 138, euro 13) lo si può acquistare nelle librerie fiduciarie dell’editore LietoColle o direttamente in rete presso il sito dell’editore o in librerie on-line come ibs 

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