Cronaca della serata aquilana

Riceviamo da Rosaria Caruso, nostra irriducibile fan e promotrice della trasferta in terra d’Abruzzi, la cronaca della serata Bestie! che abbiamo tenuto all’Università dell’Aquila il 4 dicembre scorso. Eccola qui:

I Libri in Testa arrivano con un po’ di anticipo con l’obiettivo di visitare almeno una delle 99 chiese-piazze-fontane che il ridente capoluogo abruzzese offre agli occhi di chiunque si addentri nei suoi vicoli. In realtà, non sapendo rinunciare al rito del caffè, si ritrovano nel bar Eden e quando ci incontriamo davanti alla Basilica di San Bernardino, è già ora di rimettersi in macchina.
Insieme raggiungiamo l’amena località di Coppito dove è sita la Facoltà di Medicina e Chirurgia e dove il prof. D’Andrea ci sta aspettando con una certa malcelata ansia, d’altra parte sono le 18:32, siamo in leggero ritardo! Alcuni studenti sono già seduti, altri arrivano man mano, hanno l’aria un po’ smarrita ma vengono subito rassicurati dal professore che presenta la serata come occasione unica ed irripetibile. L'AquilaD’altra parte, lo hanno scritto I Libri in Testa stessi, “quale città migliore dell’Aquila per parlare di Bestie”! Federico, con la sicurezza che da sempre lo caratterizza, presenta la serata e si comincia, gli animali saltano fuori ad uno ad uno, estratti dal cartellone che l’abile Pino ha preparato con mano sicuramente incerta durante il tragitto sulla impervia A-24, a giudicare dalla difficoltà dei poveri studenti nel riuscire a pronunciare il nome dello scrittore estratto. Michele legge Vonnegut meravigliosamente e spiega che il bluebird è un uccello che esiste solo in America, Pino non sa rinunciare ad Emily Dickinson e ci presenta un orribile bruco che poi diventa farfalla per passare poi alla tigre di Trilussa che legge in perfetto romanesco.
Federico, che nel frattempo si è imbattuto nella mostruosa alce di Tournier, cerca di rifarsi con gli animali di Stefano Benni che per fortuna (o sfortuna) vivono solo a Stranalandia: il formichiere triste (Nigrilleiro depressus), il rigario (Rigarius tuttomius), il virgolo (Comma mezzipì). Il pubblico sorride compiaciuto e non può fare a mano di applaudire.
Arrivano i cani neri di McEwan letti da Alex che, si sa, non sa resistere alla tentazione della poesia e così ci delizia con l’asino e le chiocciole di Lêdo Ivo.
È la volta della malcapitata studentessa, Simona, alla quale tocca leggere i polli di Jonathan Coe, ma se la cava egregiamente e si becca pure l’applauso.
Conclude Elvio il quale, con un richiamo alle tradizioni popolari della festa di sant’Antonio, protettore degli animali, e la lettura di Ignazio Silone, non perde occasione per omaggiare la terra d’Abruzzo, anzi la sua terra, la Marsica!
L’arca è bella che completa, mancano solo gli animali di Fiamma che purtroppo ha dato forfait.
Il pubblico applaude, ma il Prof. D’Andrea ci tiene a dire la sua: “In questa indimenticabile serata, dei mille e più angolini bui e reconditi della mia anima, uno è stato illuminato e bestie e bestioline di ogni forma e colore lo hanno aperto e reso vivo. E grani e granelli di conoscenza e di saperi lì sono stati depositati a imperitura memoria.
Come da tradizione, la serata si conclude in pizzeria: vellutata di castagne e funghi, ottima pizza, cerasuolo d’Abruzzo caldamente consigliato da Elvio e, naturalmente, l’immancabile parrozzo!
Libri in Testa, Grazie!

In pizzeria


In pizzeria: Federico, Rosaria, Michele, Giuseppe ed Elvio; sotto, Alessio, che ha scattato la foto sopra

Alessio
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6 risposte a Cronaca della serata aquilana

  1. utente anonimo ha detto:

    mi chiamo Federica,
    ero presente, siete stati davvero bravi.
    complimenti!

  2. utente anonimo ha detto:

    salve! quali dei titoli che avete proposto mi consiglieretse di leggere? ammetto di non averne letto nessuno ,ma mi sono sentito molto coinvolto dalle vostre letture.
    marco

  3. FedericoP ha detto:

    Ciao Marco,
    dovessi consigliarti un titolo su tutti (tra quelli proposti l’altra sera) ti direi “Cani neri” di Ian McEwan.
    A riprova della sincerità del mio giudizio, non era una delle cose lette da me 🙂

    @Federica
    grazie per i complimenti!

  4. giuseppeierolli ha detto:

    Marco, hai fatto una domanda pericolosa: noi siamo in sei (anche se all’Aquila eravamo cinque) e rischi di ritrovarti con sei consigli di lettura (va be’, puoi sempre non seguirli). Per me, e proseguo con Federico a non consigliarti quello che ho letto io, vale senz’altro la pena di leggere “Un uomo senza patria” di Vonnegut (edito da minimumfax), una lettura interessante e divertente; fra l’altro è anche comodo da leggere: sono dodici interventi piuttosto brevi, apparsi a suo tempo su una rivista, che si leggono in un soffio.

  5. utente anonimo ha detto:

    grazie!
    Li comprerò entarmbi ma comincerò
    con Vonnegut.
    marco

  6. utente anonimo ha detto:

    Che palle i libri in testa,
    e adesso ‘sta protesta
    mi sembra proprio giusta.

    Si credono i lettori più colti
    e raffinati. Se li vedessi in faccia!
    Tre zombi e du’ matusa…

    Perchè non se ne vanno
    a legge un po’ nel cesso?
    E’ quello il luogo giusto
    per l’uomo che è superbo.

    Il Vate(r)

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