Sette endecasillabi precari

Precari sono i confini, precario

il lavoro, l’ambiente anche è precario

e l’equilibrio, sia pure instabile,

che cerchiamo nella vita tra certo

e incerto si fa squilibrio. Si altera

e si disfa l’antico sogno umano

di rendere più degna l’esistenza.

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Informazioni su elvio cipollone

Nato nel 1954 alle Cese, un paese della Marsica in provincia dell'Aquila, vivo e lavoro a Roma. Socio fondatore de I Libri In Testa, ho collaborato dal 2006 al 2011 alla rivista on line "Fili d'aquilone" curando la rubrica La voce della terra. Tra il 2007 e il 2008 ho partecipato alla rubrica trentarighe di Fernandel con lo pseudonimo di Manuel Cortés. Al momento su questo Blog trovate i primi due romanzi "Un filo di fumo sopra la neve" e "Il grande crac", in corso di pubblicazione il terzo "La stanza dei segni". Inoltre, sempre su questo Blog, sono presenti le raccolte di poesie "Rivoli" "Amori" "Isole" "Terre rare" e altre che si vanno definendo e completando progressivamente. Infine "Frammenti" "Racconti" e cose "varie" La mia e-mail: elcip@libero.it
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4 risposte a Sette endecasillabi precari

  1. arpia ha detto:

    commento precario

  2. elviocipollone ha detto:

    ciao arpia, la precarietà dilaga, forse è proprio il mondo ad essere precario, chi lo sa?

  3. maraia ha detto:

    o forse e’ piu’ degna l’esistenza proprio perche’ in continuo evolvere? e se sostituissimo la parola precario con mutevole temporaneo? Si perderebbe l’accezione solo negativa del cambiamento come qualcosa di unicamente negativo, si potrebbero vedere le infinite possibilita’ che cio’ che e’ permanente esclude.

  4. elviocipollone ha detto:

    o Maraia, sollevi una questione mica da poco! Stare o andare? al sicuro o verso l’ignoto? boh, secondo me però nella questione specifica sono due piani diversi, un conto è la propensione a sperimentare, verso la quale sono assai sensibile, un altro è avere il terremoto sotto ai piedi, costante e senza tregua. Lì in Irlanda, ci sono i precari?

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