Cronaca degli avvenimenti del 14.04.2007

Era pomeriggio, quasi volgeva a sera, quando alle 18 e 25 in punto ilibrintesta ricordavano attraverso le parole e la voce di Michele Kurt Vonnegut. Tratti di biografia, cenni di bibliografia e lettura di due brevi passi per sottolineare la capacità di estraniazione di Vonnegut, quel suo rompere apparentemente la trama per poi riconnetterla ad un livello più ampio e l’originale rapporto che stabiliva nei suoi romanzi tra l’autore e i personaggi, come se questi una volta creati avessero vita propria interagendo e scontrandosi con l’autore divenuto a sua volta personaggio.

Poca gente per le strade di Roma, aria dimessa, agenti appostati nei crocicchi, qualche turista col naso rosso; gli appassionati di letteratura però, delle serate de ilibrintesta e soprattutto gli amanti dell’opera di Gesualdo Bufalino affluiscono alla saletta gialla della libreria Croce e si entra in tema. Sì, di Vonnegut se n’è parlato in occasione della sua morte ma il tema dell’incontro era il romanzo Diceria dell’untore.

Dopo l’introduzione di Giuseppe, sobria ed esauriente, si snodano le letture dei vari passi prescelti alternati a considerazioni e brevi dibattiti col pubblico sul tema del racconto, sulla sua peculiarità rispetto al periodo storico-culturale nel quale è nato e soprattutto sullo stile di Bufalino. Fino al colpo di scena: Michele confessa di aver interrotto la lettura dell’opera a pagina 16 per manifesta incompatibilità tra la dichiarata e programmatica ampollosità dell’autore e i suoi gusti di lettore. Fu parapiglia. Quasi un insorgere di voci a rincorrersi per sostenere invece che no, che il liberty funebre di Bufalino, il suo ornato borrominiano, è dolce di una sonorità rotonda che piace comunica bellezza ed è funzionale al tema. Ora non è semplice riportare per iscritto la ricchezza del parlato e mi fermo qui accontentandomi se avessi almeno incuriosito i lettori del blog.

Il continuo gioco a nascondino con la morte che Gesualdo svolge magistralmente nel suo racconto ci ha suggerito di proporre a nostra volta un gioco al pubblico presentandogli le "cronache" strane pittoresche ironiche, di fatti che collegano il tema della morte con scrittori famosi (di cui ci siamo guardati dal rivelare i nomi) e invitandolo quindi a riconoscerli.

Alle 19 e 40 si chiude dando appuntamento al 12 maggio, ma non posso mettere il punto a questa breve cronaca senza condividere con voi le belle sensazioni che si provano ad interagire con un pubblico attento partecipe capace di confrontarsi con idee diverse e aperto alle sfide, ciao.

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Informazioni su elvio cipollone

Nato nel 1954 alle Cese, un paese della Marsica in provincia dell'Aquila, vivo e lavoro a Roma. Socio fondatore de I Libri In Testa, ho collaborato dal 2006 al 2011 alla rivista on line "Fili d'aquilone" curando la rubrica La voce della terra. Tra il 2007 e il 2008 ho partecipato alla rubrica trentarighe di Fernandel con lo pseudonimo di Manuel Cortés. Al momento su questo Blog trovate i primi due romanzi "Un filo di fumo sopra la neve" e "Il grande crac", in corso di pubblicazione il terzo "La stanza dei segni". Inoltre, sempre su questo Blog, sono presenti le raccolte di poesie "Rivoli" "Amori" "Isole" "Terre rare" e altre che si vanno definendo e completando progressivamente. Infine "Frammenti" "Racconti" e cose "varie" La mia e-mail: elcip@libero.it
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