Due poesie di José Tolentino Mendonça

LA VOCE SOLIARIA DELL’UOMO

Ci sono parole che scriviamo più in fretta
il terrore di queste parole precipita
il passato degli uomini
sono poca cosa: vestigi, indici, polvere
ma nulla gli è sconosciuto
le ore in cui vigiliamo l’oscurità
i luoghi di nessuno delle immagini
il leggero cambiamento che riscatterebbe
l’abbandono, tutto l’abbandono

CALLE PRINCIPE, 25

D’improvviso perdiamo
la profondità dei campi
i singolari enigmi
la chiarezza che giuriamo
di conservare

ma ci vogliono anni
per scordare qualcuno
che ci ha appena guardato

da José Tolentino Mendonça, La notte apre i miei occhi (2006, Edizioni Ets – traduzione e cura di Manuele Masini)

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