Sopravvivere a "Laif is nau"

Questo articolo, intitolato "Il pasticciaccio, passati cinquant’anni" e firmato da Christian Raimo, è apparso ieri su Nazione Indiana. Una breve ma interessante analisi della mutazione culturale del dialetto romanesco.

Laif is nau...Uno pensa a Gadda e Pasolini, milanese l’uno e friulano l’altro e tutti e due romani d’assimilazione, che nel Pasticciaccio brutto de via Merulana e in Ragazzi di vita, decidono di utilizzare il romanesco: perché? per la sua carica espressionista, per la sua capacità di verità. Gadda compenetrandolo con l’italiano e partendo dal corpo letterario, le letture del Belli; Pasolini cercando una mimesi incarnata nel parlato delle borgate romane, lì dove sembrava ancora allignare quella civiltà tradizionale in via di prossima estinzione. Due opzioni, che entrambe tendono però a fare dello strumento linguistico del dialetto una scelta etica: e insieme gnoseologica.

Continua a leggere "Il pasticciaccio, passati cinquant’anni" di Christian Raimo su Nazione Indiana.

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