Tempi duri per i falsi fan

Giù la maschera!A partire dal 31 dicembre, nel Regno Unito, sarà reato dare giudizi positivi sotto falso nome per autopromuoversi su blog e siti internet (la fonte completa è qui). In altre parole, se il direttore dell’Hotel Vattelapesca va su newsgroup e forum dedicati a viaggi e vacanze e, firmandosi ora Mary ora John, dichiara che all’Hotel Vattelapesca si sta divinamente, che il rapporto qualità/prezzo è ottimo, che il personale è cortese ed efficiente come non mai, ebbene: rischia di finire davanti al giudice.

La nuova normativa riguarda esplicitamente anche quei poeti e scrittori che su Amazon si fingeranno fan per commentare positivamente il proprio libro. E’ riguardo quest’ultima fattispecie che il provvedimento britannico mi sembra eccessivamente severo: in genere, l’autore che si finge fan di se stesso viene smascherato nel giro di poco tempo da net surfer ben più scaltri di lui con due catastrofici effetti immediati: 1) screditare il proprio lavoro; 2) fare una clamorosa figura di merda.

Ricordo almeno un paio di esilranti thread sul newsgroup it.cultura.libri in cui scrittori esordienti o comunque sconosciuti venivano improvvisamente incensati come novelli Flaubert salvo poi scoprire che questo stuolo di fan istantanei era un insieme di identità virtuali che rispondevano a un’unica personale reale: l’autore (o, nei casi più articolati, a una ristretta cerchia costituita da moglie, figli, dipendenti e debitori).

In quei casi, il pubblico ludibrio che seguì il disvelamento fu una pena ben peggiore del tribunale.

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3 risposte a Tempi duri per i falsi fan

  1. annaritav ha detto:

    Veramente imbarazzante! Una curiosità tecnica: come viene smascherato piccolo imbroglio vanesio? Ciao 🙂

  2. FedericoP ha detto:

    La domanda è pertinente, in effetti. Diciamo che gli internettiani più navigati sono in grado di risalire all’indirizzo IP del computer da cui è partito il post elogiativo. Se questo corrisponde a quello da cui sono già partiti altri post firmati esplicitamente dall’autore, allora ecco che l’inganno è svelato.
    Altre volte, invece, lo scrittore Mario Rossi si firma Pippo Peppe però si dimentica di camuffare il suo indirizzo e-mail che resta… mario.rossi@vattelapesca.it
    In ogni caso scoprire l’inganno richiede un minimo di perizia da detective. E’ chiaro che se un autore sta attento a come si firma e posta da un anonimo internet cafè difficilmente potrà essere smascherato.

  3. utente anonimo ha detto:

    Federico prima di tutto grazie per il tuo blog…. e poi però poracci i falsi recensori… non è andata loro bene per niente.. 😀

    Ciao, Chiara.

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