Casse di serpenti

«La seconda cosa che mi hai fatto venire in mente sono i serpenti nelle cassette buttati giù dagli elicotteri. Succede anche sul mio appennino: i lanci servono a riportare in equilibrio l’ecosistema laddove il numero dei serpenti sia calato troppo e i roditori siano a loro volta aumentati spropositatamente. A volte le cassette non si rompono con l’impatto e i serpenti ci muoiono dentro aggrovigliati, immagino di fame: e non è la più bella morte che si possa immaginare. (…) Ho l’impressione che questa Italia in cui ci troviamo a vivere sia diventata tutta come il tuo appennino (e forse non solo l’Italia). (…) Sull’appennino allargato calano le cassette dei serpenti, che siamo noi, che sono tutti quelli che sono immessi in questa realtà e all’inizio sono ancora fuori dai giochi e vedono tutto con gli occhi nuovi e rettili, e possono amare, organizzarsi, combattere con un’iniziale spinta che viene dall’estraneità. Alcune cassette contengono i politici, altre i giornalisti, altre ancora gli intellettuali e chiunque sia nella posizione di prendersi una responsabilità. A noi tocca stare in una cassetta con l’etichetta di narratori. Una cassettina smilza come ogni tanto ne vengono buttate.
Ora: io so che c’è una cosa che vedo bene: altre cassettine con su scritto “narratori” ultimamente non si sono spaccate al suolo. Quelli che sono atterrati non si misurano così con l’appennino. La cassetta è dorata e chi c’è rimasto dentro non esce perché sta bene lì. Ma a cosa servono i serpenti se stanno nella cassetta dorata? Non strisciano, non s’insinuano, non mordono nessuno, non ammazzano. Non servono a niente. Io ti scrivo per chiedere, a te e a tutti, di uscire fuori. Di scegliere l’impegno guardando alla realtà di questo appennino cupo piuttosto che rifugiandosi nella bellezza della prosa. Ma perché negli ultimi anni scrivono tutti così bene? Dov’è l’errore, la sgradevolezza, il graffio, il morso, la caduta clamorosa nel fango?»

Da una lettera di Gabriele Dadati a Alcide Pierantozzi, pubblicata su Ore Piccole, n. 2 (luglio-settembre 2006)

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5 risposte a Casse di serpenti

  1. giuseppeierolli ha detto:

    “…vedono tutto con gli occhi nuovi e rettili, e possono amare,…”
    E’ saltata una riga o è un esempio di scrittura mozzicosa?

  2. FedericoP ha detto:

    Sull'”assaggio” presente sul sito web è scritto proprio così. Sulla pagina cartacea della rivista, che ho a casa, non so, dovrei controllare, ma penso che sia voluto. Dunque “rettili” è aggettivo di “occhi” al pari di “nuovi” così come “possono amare” è un predicato riferito ai serpenti, al pari di “vedono”.

  3. gabrilu ha detto:

    OT – Per dirti che mi è arrivato il cofanetto del Ring. Sono 7 DVD in 5 astucci. Una meraviglia di restauro e di suono. Si vede e si sente benissimo. Nel cofanetto è compreso anche il DVD del Making Of (che io avevo già, quindi ho il doppione, ma pazienza). Sottotitoli: tedesco, inglese, francese, spagnolo, cinese e…niente italiano. Io non ho problemi, lo seguo in francese, tu puoi segurilo benissimo in inglese. Mi fermo qui, se hai bisogno di altre informazioni chiedi pure. Ciao 🙂

  4. giuseppeierolli ha detto:

    Allora domani posso passare a comprarlo da Feltrinelli. Il prezzo mi sembra buono: 97 euro e rotti.
    Ciao e grazie delle informazioni. Resta il mistero di quei sottotitoli italiani fantasma.

  5. FedericoP ha detto:

    Anche la serie di DVD di lirica (della Del Prado) che sto acquistando in edicola presenta alcune opere senza sottotitoli in italiano. Sono una minoranza per fortuna.

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