A.E. Housman, Un ragazzo dello Shropshire e altre poesie

    They say my verse is sad: no wonder;
             Its narrow measure spans
    Tears of eternity, and sorrow,
             Not mine, but man’s.

    This is for all ill-treated fellows
             Unborn and unbegot,
    For them to read when they’re in trouble
             And I am not.

    Dicono che i miei versi sono tristi,
             E non è strano; la misura breve
    Può contenere lacrime d’eterno,
             E un dolore non soltanto mio,

    Ma dell’uomo. Io a tutti gli infelici
             Non nati, non generati,
    Dedico questi versi, che li leggano
             Quando a esser tristi saran loro e non io.

(da More PoemsAltre poesie, apertura)

Un ragazzo dello Shropshire e altre poesie

A.E. Housman, Un ragazzo dello Shropshire e altre poesie, a cura di Bianca Tarozzi, Le Lettere, Firenze, 2005

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7 risposte a A.E. Housman, Un ragazzo dello Shropshire e altre poesie

  1. gabrilu ha detto:

    Accidempoli, quanto sono ignorante. Mai sentito nominare, quest’autore 😦
    Grazie per la segnalazione 🙂

  2. elviocipollone ha detto:

    tipicamente inglese, con quel misto di buonumore sarcasmo e presa in giro.
    e un altro esempio di come la poesia non è traducibile perché solo nell’originale ogni parola sta al suo posto.
    ciao ciao, elvio

  3. giuseppeierolli ha detto:

    In effetti da noi è quasi sconosciuto. In Inghilterra invece era ed è molto letto e amato. Probabile che c’entrino anche le difficoltà di tradurlo; la Tarozzi traduce ottimamente ma, com’è ovvio, il ritmo “anglosassone” molto marcato dei suoi versi va quasi del tutto perduto.
    Comunque, anche in italiano, versi come “la misura breve / Può contenere lacrime d’eterno, / E un dolore non soltanto mio, / Ma dell’uomo.” mantengono (quasi) tutta la loro bellezza.

  4. gabrilu ha detto:

    Giuseppe, voglio confidarti una cosa ma che resti un segreto tra noi due, veh, non dirla in giro…
    Ho sempre avuto una voglia matta di leggere tutto Shakespeare a tappeto, metodicamente e proprio tutto. Ma non l’ho mai fatto proprio perchè sono consapevole, non avendo padronanza dell’inglese di oggi perciò figuriamoci con quello del Nostro, di perdermi per strada, rosicchiandomi i gomiti, un buon 60% della sua grandezza 😦

    (Naturalmente, in ordine disordinato, le cose più famose le ho lette, neh, ma non mi basta. Non è questa l’idea che ho io di “conoscere un autore”…)

  5. giuseppeierolli ha detto:

    Ma guarda la coincidenza. E’ quello che sto facendo io adesso. Ovviamente il concetto di “conoscere” un autore può avere declinazioni diverse; io sto leggendo Shakespeare nell’edizione Meridiani curata da Melchiore (traduzioni che non sempre mi soddisfano – ma questo è ovvio – e testo originale con annotate le varianti dei varii folii, in-quarto ecc.) In più mi sono comprato l’OED (l’edizioni in volume unico con 22000 pagine stampate in 2400 – ovvero 9 pagine ogni pagina da leggere con la lente) per spilluzzicare qua e là, un po’ come faccio con il Webster 1828 per la Dickinson.
    Quanto si perde per noi non esperti di inglese elisabettiano? mah, non lo so; direi che anche perdendo il 90% resterebbe molto da cogliere. E poi in questi casi la frequentazione fa accumulare esperienza e più si gusta più si impara a riconoscere i sapori, prima quelli superficiali e poi, via via, quelli più nascosti.

  6. gabrilu ha detto:

    Quello che dici mi conforta e mi incoraggia. Poi non sapevo quale edizione comprare (ho due volumi Einaudi vecchia PBE, ma solo in italiano senza testo a fronte). Tu dunque mi dici Meridiani e Meridiani saranno.
    Il volume unico da legger con la lente no, quello non posso, chè sono già abbastanza orba, tra libri e computer… :-/

  7. giuseppeierolli ha detto:

    Naturalmente “Melchiore” è “Melchiori”. Due dei nove Meridiani del Teatro completo si trovano anche nell’edizione da 12.90 euro anziché 55 (“Le tragedie” e “Le commedie romantiche”), magari per aperitivo a buon mercato puoi assaggiare quelli per vedere se la pietanza è di tuo gradimento. La veste è un po’ più bujaccara ma il testo è rigorosamento uguale.

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