Se Merola diventa un eroe

Se c’era bisogno (e non ce n’era bisogno) di una rappresentazione malinconica della finis Neapolis, la città ha inflitto a se stessa anche un’ultima desolante scena con i funerali di Mario Merola.

Comincia così l’articolo di oggi di Giuseppe D’Avanzo su "Repubblica" (il titolo è lo stesso di questo post).
La parte più interessante, e più deprimente, è quello in cui sono riportate le dichiarazioni di quelle che D’Avanzo chiama le "élites cittadine":

Si è assistito a una corsa patetica e trafelata alla retorica "monumentalizzazione" del cantante. "Merola è un grande punto di riferimento, un grande simbolo per Napoli e il Mezzogiorno" (Antonio Bassolino). "Il cantore della Napoli verace" (Clemente Mastella). "Un ambasciatore positivo della migliore tradizione popolare napoletana" (l’assessore alla cultura Nicola Oddati, un Bassolino in erba e rampantissimo). Si è superata Rosa Russo Jervolino, la sindaca della città: "Merola era un prepotente buono. Dobbiamo recuperare la guapparia nella misura in cui è orgoglio".

Proprio così, avete letto bene, la sindaca di Napoli afferma con dolente serietà che "dobbiamo recuperare la guapparia".
E allora D’Avanzo ci dà un esempio di quello che chiama "armamentario sottoculturale", citando proprio Merola, che in un brano della sua autobiografia scrive:

"l’uomo può sbagliare, si può prendere una sbandata, ma poi deve tornare in famiglia. Diverso quando a sbagliare è la donna. No, non lo accetto. Se sbaglia una donna è finita. Nella mia comportazione, e in quella di tutto il popolo che conosco e frequento, ‘a femmina che sbaglia ha due scelte: o se ne va o vene accisa o perlomeno sfriggiata (sfregiata)".

Certo, recuperare qualcosa del genere a qualcuno potrà piacere. A me no.

Ai funerali di Mario Merola
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36 risposte a Se Merola diventa un eroe

  1. annaritav ha detto:

    Questa proprio non la volevo leggere. Mi sembra che ci sia sempre meno speranza per i mali di Napoli, se la città celebra e piange un uomo che “rispettava” un simile codice di vita e di comportamento Mi preoccupa molto il fatto che ce ne siano tanti altri come lui. E non solo a Napoli, magari in altri termini.

  2. utente anonimo ha detto:

    e sì, brutto fumo fa la pipa! se mezza napoli è accussì l’altra mezza dove sta?

  3. utente anonimo ha detto:

    questo articolo è davvero indecente! solo per il fatto di parlare contro una persona che non può difendersi è assurdo e poi mettere in ridicolo l’affetto che i napoletani hanno per quest’uomo! ma come ci si può permettere di essere tanto acidi e cattivi? c’è proprio una cattiveria interiore per pensare e scrivere certe cose: VERGOGNA! e abbiate rispetto! chi non è napoletano non può capire ma non per questo si può parlare a vanvera, ci vuole solo un po’ di rispetto!

  4. utente anonimo ha detto:

    rispetto per cosa?

  5. utente anonimo ha detto:

    Era un camorrista…. Napoli ancora una volta si fà riconoscere…

  6. utente anonimo ha detto:

    Gentile autore,

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  7. utente anonimo ha detto:

    siamo nel terzo millennio e trovo deplorevole simili cose

  8. utente anonimo ha detto:

    caro blogger, ma hai letto bene i nomi di quelli che hanno elogiato sperticatamente merola?Ridagli un’occhiata vedrai che non c’è proprio da meravigliarsi di niente.

  9. utente anonimo ha detto:

    il vesuvio deve risvegliarsi

  10. utente anonimo ha detto:

    Totalmente d’accordo con l’autore, la frase riportata, tratta dalla biografia di Merola, non lascia spazio a commenti!

  11. utente anonimo ha detto:

    mario merola è colui che ha fatto conoscere la sceneggiata in tutto il mondo,un grande personaggio,un grande uomo,ha meritato la stima delle persone, non solo napoletani. non capisco il parlar male di merola quando non si conosce la sua vita e giudicare i napoletani per il loro affetto ad un personaggio che li ha resi orgogliosi della propria terra. purtroppo ci sono persone piccole di cervello, credono che tutti i napoletani sono cammorristi, le persone vanno prima conosciute e poi giudicate.

  12. utente anonimo ha detto:

    merola, era un uomo e come tale va rispettato.ha portato napoli nel mondo, tutti sappiamo che non aveva una grande cultura,e per questo non si condanna una persona.vorrei vedere tanti illustri laureati imbecilli al suo posto cosa avrebbero fatto nella vita al di fuori di sputare sentenze,che non conoscono.

  13. utente anonimo ha detto:

    da napoli con Merola con questi tipi di gente c’e ne’ costa lacrime ad essere Italiani

  14. utente anonimo ha detto:

    Napoli non recupererà mai il senso di civiltà, in quanto i napoletani nascono crescono e aspirano a morire con la loro cultura da accattoni e disonesti. Almeno la stragrande maggioranza di loro.
    Parola di un meridionale che per sua immensa sfortuna ha avuto modo di vivere in mezzo a loro per otto infiniti mesi.

  15. utente anonimo ha detto:

    Vorrei rispondere al commento dell’utente anonimo persino meridionale che ha l’indecenza di rinnegare le proprie origini e scagliarsi contro i suoi stessi simili: ci vuole più coerenza!

  16. utente anonimo ha detto:
  17. utente anonimo ha detto:

    Meridionale, ti senti sfortunato per aver vissuto 8 mesi a Napoli in mezzo ad accattoni e disonesti ? e non ti vergogni di vivere in un paese governato da alcuni drogati ed indagati a vario titolo ? e non provi ribrezzo a vivere in un paese dove lo sport principe ( sopratutto al nord – patria dei maggiori finanzieri- è quello di fare a gara a chi paga meno tasse e fottere meglio il popolo) ? Un pensiero su tutti: meno male che TANZI non è napoletano. W Merola ed i suoi opinabili pensieri.

  18. utente anonimo ha detto:

    Giuste osservazioni!

  19. utente anonimo ha detto:

    Non bisogna confondere l’uomo con l’artista. Merola va visto e riconosciuto come un grande cantante non può essere certo preso come modello di vita

  20. utente anonimo ha detto:

    merola va rispettato ma i napoletani abituati alle pagliacciate l’hanna fatta anche ai funerali

  21. utente anonimo ha detto:

    e questa sarebbe l’italia unita ? bhe vergognatevi soprattutto perchè comunque la pensiate si sta parlando di un uomo morto da poco … e la sua famiglia a tali commenti come dovrebbe reagire ? io in quanto napoletana e presunta camorrista a vostro modo idiota di pensare un idea ce la avrei ……

  22. utente anonimo ha detto:

    l’italia era una nazione di ferro ma la politica è acqua salata

  23. utente anonimo ha detto:

    Ipocriti,amanti del pettegolezzo che nemmeno di fronte alla morte risparmiano di colpire.Io non sono mai stato amante di Mario Merola ma per me era un artista che esprimeva la Napoletanita’ di altri tempi alla perfezione e mi riportava alla mia infanzia di scugnizzo anche strappandomi lacrime di nostalgia di un tempo che fu’.Per questo io dico :” Grazie Mario e che Dio ti dia la pace eterna”.

  24. utente anonimo ha detto:

    ci sono tanti pseudointellettuali sinistroidi che vomitano di peggio.a suo modo,merola occupa un posto di rilievo nella storia della canzone napoletana ed italiana.

  25. annaritav ha detto:

    Vedo che abbondano i commenti degli utenti anonimi. Qui nessuno vuole mancare di rispetto ad un morto, il post sottolinea solo un punto di vista, chiamiamolo così, ritenuto discutibile. E non credo proprio sia un post offensivo, visto che è stato ritenuto particolarmente valido dal Libero Blog Staff e segnalato all’interno di LiberoBlog.

  26. utente anonimo ha detto:

    a regà, ma fateve nà pippa che ve passa.

  27. fuoridaidenti ha detto:

    La sceneggiata, del resto, celebra e si nutre proprio di valori e figure tipiche di un certo manicheismo elementare (i lbuono, ‘o malamente, ‘o cor’e mammà, ‘a femmena perduta e via discorrendo). Merola ha mosso miliardi di quattrini e di persone e solo in quanto tale è un fenomeno da non sottovalutare. Concordo con D’avanzo. E’ un po’ come la storia di Roberto Saviano. Grandi meriti e onore infinito al coraggio e al giornalista. Ma da qui a parlare di letteratura…

  28. utente anonimo ha detto:

    Ammesso e non concesso che un uomo all’antica e proveniente da certa cultura napoletana,quella propria del sud(il che non è un’offesa per nessuno:io sono siciliana),abbia detto che se sbaglia una donna il suo destino è segnato…che cosa avete da dire al riguardo?Tanto,ormai questa mentalità è stata abbondantemente superata dal suo opposto : le donne del 3° millennio,sono in maggioranza delle vere troie .Tradiscon i mariti,abbandonano i figli per andar via con l’amante,escono di casa mezze nude per attirare l’attenzione degli uomini…
    Avevano iniziato a cercare la parità dei diritti ed oggi hanno superato ogni limite della decenza.
    Io non sono una bigotta,anzi sono una giovane donna,ho un bell’aspetto,lavoro,ho una bella famiglia e soprattutto un valore : l’onestà insegnatami da mio padre,un uomo all’antica ,come Merola,un suo idolo,ed oggi come oggi,posso camminare a testa alta.
    Mi dispiace che Mario Merola non ci sia più,davvero il sole di Napoli se ne è andato.

  29. utente anonimo ha detto:

    Leggi libri, documentati su Napoli, sulla cultura dello sfregio… Ti renderai conto che quella magari è solo una buffoneria artistica ma lui, Mario Merola, la moglie non l’avrebbe manco toccata. Va bene indignarsi per la demagogia dei politici pro-voto, ma non i napoletani, non Napoli che non celebrerà mai la sua fine, perché non c’è fine alla speranza, quella che bisogna dimostrare ai giovani di questa città che meglio di qualsiasi persona distinguono il Folklore dalle reale percezione della nostra vita, e dall’intelligenza vispa e simpatica di molti compaesani! Chi non ci vive non ci capisce, non sa Napoli. Chi non legge libri e fondamenti storici non ne capisce l’origine. Il modello è relativo, il modello è il simbolo del dolore urlato al mondo perché noi siamo soli, soli davvero. L’economia cammorristica, ( la parola camorra trova spazio nella bocca di chiunque ) ha i suoi sbocchi anche fuori dalla mura campane e qui, nella nostra terra, imprenditori e politici vengono a lavarsi i loro panni sporchi e poi vanno via. Non fare come il padano ( articolista della “padania” che ha commentato i funerali di Merola ) che scrive: o stiamo con Roberto Saviano, autore di Gomorra libro inchiesta sulla camorra, o piangiamo Merola. Non c’è antitesi, ma comunione di feroci realtà vissute in una terra di nessuno o di troppi… Allora urliamolo il nostro dolore, sfasciamo tutto perché non abbiamo niente da perdere, perché ci destituite di speranze e prospettive. Il modello è un simbolo distintivo, in questo caso della rabbia di non essere stati ascoltati mai! Gli artisti poi, i personaggi noti, sono da sempre persone sopra le righe e il loro fascino è anche questo, quell’alone di mito che trascinano con se. Non sarà una citazione popolare a sconvolgerci e a farci dimenticare tutte le stranezze e stronzate dei divi americani e non! Ti invito sul mio sito http://www.reportonline.it a leggere il mio articolo! Ciao, Roberta Contiello.

  30. LiborioButera ha detto:

    Ho trovato eccessivi i fuochi d’artificio e le bottiglie di spumante stappate. Era un funerale e non una sceneggiata!!!

  31. melpunk66 ha detto:

    guapparia o non guapparia, su cui si può anche discutere, è inutile parlare o lanciare croci se non si pensa a questo come a un fenomeno identitario. altrimenti è solo bla bla “moralistico”

  32. giuseppeierolli ha detto:

    @melpunk66
    Il fatto che sia un fenomeno identitario credo sia fuori discussione. Altrettanto fuori discussione mi sembra il fatto che ci possano essere fenomeni identitari che non ci piacciono. Questo a me non piace, insieme ad altri come la religione, l’amor di patria, i “valori aziendali”, la xenofobia ecc.

  33. melpunk66 ha detto:

    ierolli
    capisco benissimo, dico che i fenomeni identitari e il loro evolversi non si discutono, almeno all’università, con un semplice non mi piacciono. è come se apolito avesse scritto qualcosa su san gennaro o su scampia dicendo queste cose non mi piacciono. e che significa non mi piace? Qusi nulla

  34. gabrilu ha detto:

    Per vari motivi non avevo seguito che distrattamente le vicende legate al funerale di Merola. Questo tuo post con l’articolo di D’Avanzo è bastato ad illuminarmi. Sono sbigottita anche io come te. D’accordissimo che un fenomeno identitario deve essere studiato e capito e non ci si può limitare a condannarne le manifestazioni. Però una cosa non esclude l’altra.

  35. Angelasplinder ha detto:

    Mi danno fastidio le santificazioni a morte avvenuta, o le condanne per una frase. Che Merola sia stato un personaggio, è fuor di dubbio. Interpretava quellla parte di Napoli proletaria, e quella stessa Napoli l’ ha festeggiato fino a stappare le bottiglie di spumante e a fare i fuochi d’ artificio. Ad ognuno i suoi eroi. Non ero al funerale di Merola, ma ne ho sentito parlare da uno ch’ era presente, una persona intelligente che stimo. A me sembra che il funerale di Merola, come quello di alcune persone note, che da un po’ di anni a questa parte, sta diventando uno spettacolo con tanto di applausi a bara chiusa, sia un aspetto del folclore napoletano. La frase della Iervolina mi sembra un tantino pericolosa. Forse voleva accattivarsi la simpatia del pubblico presente, e le è scappata quella corbelleria, perché il mestiere del politico consiste anche nell’ accondiscere agli umori della folla. E lì c’ era un grosso pubblico (possibili elettori) 😀

  36. CaponeBrothers ha detto:

    Bisogna dividere il Merola cantante dotato di un’ottima voce e quindi il Merola artista, dal Merola uomo. Le vicissitudini della cronaca in cui più volte Merola è stato avvicinato a presunte amicizie molto riprovevoli come camorristi o altro, indubbiamente è da condannare, come da condannare sono i commenti giunti da più parti dai politici, che da campioni surfisti della retorica tentano di cavalcare l’onda emozionale per guadagnare consensi di chi ammirava Merola o come uomo o puramente come artista.
    Ma sono molto più condannabili chi delle manifestazioni di giubilo o di dolore della morte di Merola, ne ha fatto una scusante per attaccare con pregiudizi e toni di razzismo il popolo di Napoli e la sua città, io sono critico nei confronti dei comportamenti di alcuni miei conterranei, ma ciò non giustifica l’attacco nei loro confronti.

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