Buon Lavoro: si comincia…

Mercoledì 26 aprile 2006, alle ore 18.00
alla MEL BookStore di Via Nazionale 254-255 (Roma)
il "Libro In Testa" Federico Platania
presenta il suo libro

BUON LAVORO
Dodici storie a tempo indeterminato
(Edizioni Fernandel)



Introduce il "Libro In Testa" Michele Governatori

Vi si aspetta.

(Volete saperne di più sul libro? Leggete qui).

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2 risposte a Buon Lavoro: si comincia…

  1. utente anonimo ha detto:

    “Ho fatto una smorfia che poteva significare qualunque cosa”. L’inciso, che si ripete in alcuni dei racconti che compongono l’opera prima di Federico Platania intitolata “Senza lavoro – dodici storie a tempo indeterminato” (edito da Fernandel nell’aprile 2006), può ritenersi simbolico del disorientamento dell’impiegato. Mimica senza espressività per assenza di prospettive.

    Nel libro diviso in tre sezioni (Com’è. Come non è. Un giorno ti ritrovi dentro; Dentro; Com’è. Come non è. Un giorno ne sei fuori) per dodici racconti e circa centocinquanta pagine, l’autore, attraverso storie cadenzate spesso dagli stessi elementi narrativi, offre una vista abbrutita sui luoghi (di lavoro e non solo) e disperata dei rapporti umani (lavorativi e non solo).

    Metallici rumori (CLANC, TLAC, FTAC) di ascensori non funzionanti, di difettosi tornelli o di cimici incenerite nei neon, evocano spazi inospitali;
    spazi inondati di cattivi odori e polvere e acqua sporca e sangue;
    animali (cornacchie, tarme, quaglie, cimici, topi, piccioni, scimmie) vitali o inerti, premonitori delle disavventure umane;
    arti inferiori, artificiali o affondati nell’acqua o maciullati da incidenti, che delineano l’incapacità di capi di guidare i collaboratori verso i veri obiettivi del lavoro;
    segretarie come aggiuntivi muri divisori tra responsabili e impiegati;
    il sistematico utilizzo del cognome, attestato dell’assenza di consuetudine;
    appuntamenti fuori orario o fuori luogo, metafora della disarmonia lavorativa;
    dialoghi serrati e anonimi quasi sempre intercalati da “ho detto; ha detto; ho detto; ha detto”;
    maniacali figure di anziane donne mal sopportate.

    Trame veritiere, con conclusioni inverosimili, tracciano il quadro di sentieri lavorativi nei quali i personaggi sono sballottati sin dalle prime ore di lavoro tra accessi che rendono difficoltosa l’entrata, spazi…

  2. utente anonimo ha detto:

    angusti e stanze dimenticate, manuali polverosi, lavori incompiuti e colleghi che fanno intravedere l’ineluttabile mancanza di speranze e perdita di identità.

    L’opera a racconti di Platania, inserita in quel vivo filone narrativo che descrive con dovizia di dettagli l’attuale mondo del lavoro (da “Pausa caffè” di Giorgio Falco a “Un anno nella vita” di Pier Luigi Celli) e che riporta le suggestioni del racconto “Spettabile Ministero” di Antonio Pascale, lascia il lettore con una paradossale considerazione. Il mondo del tempestoso precariato offre un’opportunità rispetto ad uno stagnante lavoro a tempo indeterminato. La possibilità che qualcuno si “preoccupi” di togliere dall’impaccio il dipendente, tramite quella scialuppa rappresentata dalla rescissione del contratto, a “ricompensa” del mancato coraggio nell’essere lavoratori intellettualmente liberi.

    Roma, maggio 2006.

    Antonio D’Angiò
    Via Edoardo Jenner, 34
    00151 Roma
    antoniodangio@virgilio.it

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