Roberto Bolaño, Monsieur Pain

di Alessio Brandolini   

 

                        Morirò a Parigi mentre fuori piove

                        in un giorno del quale ho già il ricordo.  

 

Sono versi del grande poeta peruviano César Vallejo, morto a Parigi nel 1938: meticcio e marxista, combattente in Spagna durante la guerra civile. In Monsieur Pain  Roberto Bolaño (1953-2003) narra della misteriosa morte di Vallejo (in realtà morì di stenti) in un letto d’ospedale, incosciente e tormentato da un sordo singhiozzo. Accanto alla moglie, sì, però anche accerchiato da persone infide, da medici inaffidabili che fanno di tutto per accelerarne la morte. Vallejo era un provocatore letterario, politico, poetico: lontano da ogni tipo di compromesso. Che fare per salvarlo? Ecco che appare sulla scena di Monsieur Pain, romanzo pubblicato nel 1999 (ma scritto – ce lo racconta lo stesso autore in una nota al libro che fa da introduzione – nel lontano 1981-1982 quando Bolaño, fuggito in Spagna dal suo Cile fascitizzato, prova a farsi stimare come narratore), Pierre Pain, chiamato da un’amica della moglie con il compito di curare il poeta utilizzando le tecniche del mesmerismo (ipnotismo e magnetismo animale).

Pain, uomo riflessivo, fragile ma attento a ogni cosa, racconta di questo incontro, che presto si trasforma in uno scontro: gli accade di tutto pur di impedirgli di visitare di nuovo il poeta, di guarirlo agendo sulla psiche più che sul corpo, visto poi che tutti gli organi sono intatti. Un complotto inspiegabile, che sembra sfociare nell’occulto, nel demoniaco.

Trama che si dirama, si espande a macchia d’olio in una Parigi avvolta dalla nebbia, battuta dalla pioggia, mentre giungono echi funesti dalla Spagna, si guardano spezzoni cinematografici, si ascoltano messaggi equivoci, si viene a sapere di strani incidenti avvenuti in passato ai coniugi Curie o ai loro collaboratori, si osservano in ogni particolare perfetti acquari che legano la bellezza marina a relitti bellici in miniatura, che immobili giacciono nel fondo.

Roberto Bolaño è un grande poeta, anche quando scrive in prosa. I suoi romanzi sono geniali, veloci, moderni nella scrittura e nei contenuti: pieni di fatti (spesso rigorosamente autentici), di voci che suggeriscono ed evocano (non a caso qui a chiusura del libro ci s’imbatte in un paragrafo che s’intitola “Epilogo di voci: la pista degli elefanti”). Anche se si perdono un po’ sfumando nell’ipotesi, come se l’autore proprio non ci tenesse a mettere il punto finale, a chiudere il filo della narrazione ma, al contrario, lo intrecciasse ad altri fatti per rilanciare nuove storie. Dietro ogni suo romanzo c’è l’idea di un romanzo aperto: collage grottesco (Burroughs), labirintico (Kafka, Borges) sfrangiato, strambo (dadaismo). Così come accade anche ne La pista di ghiaccio, recentemente pubblicato sempre da Sellerio – e sempre per la perfetta cura di Angelo Morino. Però alla fine le sue storie tengono bene (e viene voglia di leggerne, o rileggerle, ancora) non tanto per quel che narrano, ma per come lo dicono, per il taglio obliquo e assurdo eppure lucido, come se l’immaginario, alla fine, risultasse più vero del reale (e non a caso il libro culto di Pain è “Vite immaginarie”, il capolavoro di Marcel Schwob). Per quello che d’incredibile riescono a dire in una narrazione densa e nervosa, la tensione crescente che tiene assieme i pezzi di storie e crea un “effetto puzzle”, ma mobile, in continua evoluzione. Per la trama allucinata e sperimentale dal punto di vista delle tecniche della narrativa a sfondo noir. E’ come se in Monsieur Pain a parlare fosse quell’epoca di debolezze umane, assurde attese, fragilità politiche ed economiche, fortissime tensioni (siamo nel 1938), ambiguità e tradimenti politici che rapidamente porteranno nel baratro della seconda guerra mondiale, e agli atroci ed estesi stermini a essa collegata. E intanto Vallejo che incarna la nobiltà della poesia, ma anche quella dell’animo umano – o quello che ne resta – (l’incorruttibile, l’integerrimo grande poeta César Vallejo) muore in un letto d’ospedale. O si lascia morire in un letto d’ospedale?

Roberto Bolaño, Monsieur Pain (Sellerio editore – La memoria 662, Palermo 2005, pp. 165, € 9 – Traduzione dallo spagnolo di Angelo Morino) 

Romanzi di Roberto Bolaño pubblicati in Italia:

2005   Monsieur Pain (Sellerio)

2005   Un romanzetto canaglia (Sellerio)

2004    La pista di ghiaccio (Sellerio)

2004    Puttane assassine (Sellerio)

2003    Notturno cileno (Sellerio) 

2003    I detective selvaggi (Sellerio)

2001    Amuleto (Mondadori)

2000    Chiamate telefoniche (Sellerio)

1999    Stella distante (Sellerio)

1998    La letteratura nazista in America (Sellerio)

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