Meridiano PlathA SYLVIA
In uno dei video della nostra serata virtuale (Gruppo di lettura in un interno – qui e sul nostro sito), ho raccontato brevemente il suicidio di Sylvia Plath. Mi ero ripromesso di citare qui la fonte: una biografia della Plath di Stefania Caracci (Sylvia, edizioni e/o, 2005, 8 euro) che ho letto con gusto, anche se talvolta vagamente infastidito da derive psicanalitiche un po’ troppo insistite (ma, in effetti, il soggetto si presta).
Stasera, scorrendo il catalogo dei Meridiani Mondadori, mi sono ricordato della cosa, perché mi è capitato di vedere il volume a lei dedicato (Opere, 2002, 49 euro – 39 in questo perodo natalizio), dove trovate tutte le sue poesie (tradotte da Anna Ravano), il suo unico romanzo (La campana di vetro) e altre prose (nella traduzione di Adriana Bottini) e una scelta dei Diari tradotti da Simona Fefè (la stessa dell’edizione Adelphi). E poi: una prefazione di Nadia Fusini, una cronologia molto dettagliata a cura di Anna Ravano (la chiamerei più una biografia, visto che sono più di cento pagine), e note e commenti molto interessanti.
Ma torno al punto e vado con la citazione: il brano dove la Caracci descrive, appunto, il suicidio della Plath:

"Poco prima dell’alba, qualche luce fende l’oscurità, lame oblique sulle ombre che s’addensano per le strade vuote e le corrono incontro. Sopraffatta, Sylvia non regge più alla tentazione.
Per favore chiamare il dottor Horder, scrive su un biglietto con il numero telefonico del medico, che attacca alla carrozzina di Nick, giù in fondo alle scale, dietro il portone d’entrata. Quindi sale in casa e prepara pane e burro e due tazze di latte che posa sul comodino nella camera dei bambini. Apre la finestra, benché l’aria sia fredda, e chiude bene la porta. Sigilla ogni fessura con nastro isolante e asciugamani arrotolati, poi scende sicura verso la cucina, dove si chiude dentro, isolandosi dall’esterno con lo stesso sistema. Apre lo sportello del forno, aggiusta un panno sul ripiano per accomodare la testa e dopo aver aperto la manopola del gas, si inginocchia e affonda il viso sul morbido, gli occhi nel buio."

Se volete andare a ritroso e conoscere quello che era successo prima leggetevi la biografia, ma non dimenticate, prima o dopo, di regalarvi il Meridiano.

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Una risposta a

  1. utente anonimo ha detto:

    pensa quanto dolore doveva portare con sé quella donna! ciao

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