El Salvador – IV Festival internazionale di Poesia
10-14 ottobre 2005


Ne El Salvador, lo stato più piccolo dell’America centrale (grande più o meno come la Lombardia e indipendente dalla Spagna dal 1821) ma uno dei più densamente popolati (quasi 7 milioni, più altri 2 che risiedo negli Usa), da quattro anni consecutivi si svolge un Festival internazionale affiliato a quello, più famoso, di Medellín (Colombia): un evento notevole dedicato esclusivamente alla Poesia. Uso la lettera maiuscola perché ne El Salvador la poesia occupa un posto privilegiato e particolare: per la radicata tradizione poetica avviata da Francisco Gavidia (1863-1955), per poi proseguire con Claudia Lars (1899-1974) e Roque Dalton (1935-1975), Alfonso Kijadurías (1940) e David Escobar Galindo (1943), autore di grande spessore poetico; per i tanti giovani e bravi poeti presenti nel paese e l’amore profondo e diffuso per la poesia.
I poeti stranieri partecipanti alla rassegna di quest’anno erano 19, una squadra bene assortita e in qualche modo guidata dal poeta brasiliano, l’ottantenne ma lucidissimo Lêdo Ivo. A questi si sono affiancati 17 poeti de El Salvador. Dopo l’inaugurazione al Teatro del Museo Nazionale di Antropologia hanno avuto inizio le "Letture simultanee" – anche tre al giorno – in ogni angolo della città effettuate da gruppi di poeti: nelle università, nelle scuole, nelle piazze, nei centri commerciali, nel carcere femminile. Non solo nella caotica, frenetica eppure vitalissima capitale El Salvador, ma anche al di fuori. Per esempio in un paese che sembra uscito da una fiaba: Suschitoto, silenzioso e tranquillo, dalle strade selciate e pulite, le case grandi e basse, la cattedrale con la facciata bianchissima e tutt’intorno il verde fitto ed esuberante della foresta pluviale. Qui i poeti, divisi in due squadre, hanno letto nelle scuole, davanti ai bambini del posto, ordinati e attenti, allegri e ansiosi d’ascoltare nuove lingue, di conoscere la poesia di altri paesi. Sono esperienze ed emozioni che segnano nel profondo, che danno più senso al fare poetico.
In un confortevole hotel della capitale i poeti partecipanti e gli organizzatori del festival internazionale di poesia hanno avuto modo di fare amicizia, di scambiarsi opinioni, notizie, libri, di costruire dei ponti poetici e culturali che di sicuro daranno un valido contributo alla diffusione e alla conoscenza della poesia. Alle letture, inoltre, si sono affiancate due conferenze sulla letteratura contemporanea salvadoregna, ma con larghi riferimenti alla poesia mondiale, della studiosa francese Maria Poumier.

El Salvador è un piccolo paese reduce di una brutale e sanguinosa guerra che si è combattuta tra il 1980 e il 1992 tra l’estrema destra, sostenuta dall’esercito e dagli "squadroni della morte", e i guerriglieri dell’FMLN (Frente Martí Liberación Nacional) e che si è chiusa dopo 75.000 morti (tra i quali l’arcivescovo Oscar Romero ucciso nel 1980 e ora sepolto nella Cattedrale Metropolitana) con l’accordo firmato il 16 gennaio 1992. Ora un grande monumento in pietra scura collocato nel parco centrale della città elenca tutti i nomi delle vittime e l’unico aspetto turbolento de El Salvador ad essere sopravvissuto è lo stupendo paesaggio vulcanico. Però il paese deve risolvere i problemi economici e l’elevato indice di criminalità. A tal fine sono nati progetti che riguardano i settori dell’istruzione, riforme agricole, rimboscamento, diritti dell’uomo e sanità, nonché nuovi musei, come il Marte, bello e funzionale, dedicato all’arte contemporanea. Ed è qui che si concretizza questa prestigiosa manifestazione poetica che oltre ai poeti stranieri e nazionali coinvolge – durante le letture a ingresso gratuito – più di 5.000 persone. Dando così prova di riuscire in un’impresa grande e impegnativa, come quella di trovare i fondi economici necessari alla gestione del festival, di mettere insieme dei poeti che non si conoscono e magari parlano lingue diverse, e poi di farli leggere ovunque, di diffondere l’amore per la poesia e, ad un tempo, quello per la lettura e la conoscenza.

Il festival è organizzato e diretto dalla meritevole "Fondazione poeti de El Salvador", guidata da Paulina Aguilar de Hernández, coadiuvata nell’impresa da Nick Mahomar e dai poeti María Cristina Orantes e Mario Noel Rodríguez. A loro, e al piccolo, ma generoso El Salvador, un grazie sincero da tutti coloro che amano la poesia.

Ecco i 19 poeti stranieri che hanno partecipato alla IV edizione del Festival:

INDRAN AMIRTHANAYAGAM (Sri Lanka)
DENNIS ÁVILA (Honduras)
MAYA BEJERANO (Israele)
JORGE BOCCANERA (Argentina)
ALESSIO BRANDOLINI (Italia)
MOMA DIMIC (Serbia-Montenegro)
EDUARDO ESPINA (Uruguay)
RODOLFO HÄSLER (Cuba)
LÊDO IVO (Brasile)
LETICIA LUNA (Messico)
JAVIER PAYERAS (Guatemala)
JUAN DANIEL PERROTTA (Argentina)
PAUL PINES (Stati Uniti)
ANA ROSSETTI (Spagna)
ELENA ROUNOVA (Russia)
MARITA TROIANO (Perù)
CARLOS TRUJILLO (Cile)
FRANCISCO RUIZ UDIEL (Nicaragua)
HUMBERTO VINUEZA (Ecuador).


Riferimenti bibliografici

  • Maria Poumier, Poésie Salvadorienne du XX siècle (Genève, 2002, Editions Patiño)
  • Giovani poeti dell’America centrale del Messico e delle Antille (Torino, 1977, Einaudi, a cura di Hugo García Robles e Umberto Bonetti)
  • Eugenio Martíne Orantes, 32 Escritores Salvadoreños – da Francisco Gavida a David Escobar Galindo (El Salvador, 1993, Editorial Martínez Orantes)

Alessio Brandolini – Roma, 25 ottobre 2005

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