SPQRSINERGIE ROMANE
A proposito di sinergie (negli ultimi tempi ne sento parlare molto in ufficio). Un mesetto fa ho letto Perceber, di Leonardo Colombati, un libro dove Roma è molto presente. Ora ho fra le mani Isole (Guida vagabonda di Roma), di Marco Lodoli (Einaudi, 2005, euro 13,50). Nel risvolto di copertina, quello dietro, non so come si chiama in editorialese, si legge: "Questo libro rappresenta una selezione – e in certi casi una riscrittura – delle Isole apparse sulle pagine romane di «la Repubblica»."
Sono brani molto brevi, in genere non più di una pagina, ognuno dedicato a un pezzo di Roma più o meno minore, più o meno oscuro o dimenticato. Molti li conoscevo, ma li ho conosciuti meglio leggendo, di altri avevo una vago ricordo, altri ancora mi erano completamente ignoti (e sì che vivo a Roma da cinquantadue anni e sette mesi). Lo sto leggendo con gusto, questo libro, solo che non riesco a immaginare come possa leggerlo un non romano, o meglio uno che non vive a Roma.
Forse è per questo lettore non romano, per far diventare il libro una lettura che non somigli troppo a una guida in, apparente, minore, che Lodoli ha spruzzato qua e là, in particolare nei finali, un linguaggio che non so definire se non "poetico", in una accezione che mette insieme la parte positiva e quella negativa di questo termine.
Qualche esempio per dare un’idea di cosa sto dicendo:

"Dall’alto della sua naturale maestà, quell’albero protegge il cantiere dagli uomini" (pag. 7)
"Ogni bellezza, dunque, ha il dolore accanto, ogni opera d’arte è sempre una lotta contro la morte" (pag. 9)
"La mattina vola via come un uccellino bellissimo, senza lasciare rimpianti" (pag. 43)
"tu che puoi andare via, camminare, amare, non ti dimenticare di me che resto qui, sepolto in queste squame, giù nelle fondamenta della vita" (pag. 57)

"E la nuova corsa è già sul punto d’iniziare: durerà il tempo di una speranza, di un’imprecazione" (pag. 81)

"Poi la discesa ci riporta bruscamente a terra, nelle strade strette della vita" (pag. 99)

Vi piaccia o no un po’ di "poesia", leggetelo questo libro. Se siete romani portatevelo dietro mentre vivete; se a Roma ci venite, portatevelo dietro mentre viaggiate: magari sacrificherete qualche solenne vestigia, ma vi assicuro che il cambio non sarà sfavorevole.

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