Pedro Shimose, Riflessioni machiavelliche

di Alessio Brandolini 

Nata da un paio d’anni la casa editrice veneziana Sinopia Libri (nobile “progetto editoriale senza fini di lucro” ) già si distingue nel panorama editoriale italiano per la cura dei volumi proposti (legati a mano) e per la qualità degli autori e delle opere in catalogo. In realtà autori non del tutto sconosciuti, noti (e talvolta notissimi) all’estero, ma qui da noi relegati – vai a sapere perché – a un ruolo marginale o, comunque, fuori dalle grandi case editrici e dal novero dei cosiddetti “autori importanti”. A cominciare dallo scrittore colombiano Armando Romero che la casa editrice Sinopia ha fatto conoscere con una raccolta di fulminanti racconti (La radice delle bestie, 2004) per giungere ora al boliviano Pedro Shimose, di cui propone,  per la prima volta in Italia e con il testo originale a fronte, la raccolta poetica Riflessioni machiavelliche che vide la luce nel 1980 e, dopo il successo, fu tradotta in diverse lingue.  Il libro, presentato a Roma all’Istituto Italo-Latino Americano nell’aprile scorso, è arricchito da una introduzione (“Machiavelli di fronte allo specchio”) di Luis H. Antezana e dalle dense e approfondite “Appendici” di Claudio Cinti, che di questo prezioso volume è traduttore e curatore (nonché promotore del progetto editoriale Sinopia Libri). Pedro Shimose è nato in Bolivia nel 1940, a Riberalta, nella parte amazzonica del tormentato paese sudamericano. Figlio di immigrati giapponesi giunti a Ribalta attraverso il Perù. Si trasferisce a La Paz  per proseguire gli studi letterari all’università per poi, per via di una borsa di studio, laurearsi a Madrid. Tornato a La Paz si dedica al giornalismo e all’insegnamento universitario ma nel 1971, a seguito del colpo di stato del colonnello Banzer, è costretto a lasciare il paese per stabilirsi a Madrid, dove tutt’ora vive, conservando in modo tenace i legami con la propria terra d’origine. L’esordio in poesia avvenne nel 1961, a poco più di vent’anni, e quando nel 1980 arrivarono le Riflessioni machiavelliche Shimose è nella piena maturità poetica, avendo già pubblicato sei raccolte. Un libro maturato lentamente, dopo quasi un decennio d’esilio, alimentato dalla cultura classica e rinascimentale, dalle riflessione sulla politica e il progresso, con forti accenti di critica sociale. Tutto è centrato sul personaggio di Niccolò Machiavelli (ma si citano molti pensatori, trai i quali Gramsci e Leonardo da Vinci), qui raccontato nei suoi aspetti più umani, nella sofferenza dell’esilio, eppure sempre lucido e profondo, anche quando descrive aspetti semplici e umili della sua vita quotidiana. Di questi versi sorprende la lucidità e l’ironia che stemperano il dolore, la riflessione amara e pessimistica che sa mutarsi in saggezza, in quel flusso discreto d’umorismo che come un corso d’acqua limpido (Shimose è cresciuto in mezzo a due fiumi) attraversa e cuce assieme queste poesie intense, le purifica d’ogni eccesso, d’ogni scoria. I testi di Pedro Shimose calano giù come fendenti di scimitarra: lucidi e precisi, pieni di uomini e vicende, forti e civili. Poesia di meditazione sulla cultura, la bellezza, la Storia, il significato dell’esistenza e il bruciore dell’esilio, che non rifugge da i toni malinconici in cui si avverte il senso di solitudine di chi, come Shimose, ha vissuto sulla propria pelle la persecuzione politica e lo sradicamento dalla madrepatria, ma anche il sogno di una società migliore – non a caso l’affinità con Machiavelli, non a caso il Rinascimento italiano. Libro più che mai attuale, quindi, visto i tempi d’instabilità, di guerre preventive e di terrore. Si parlava di solitudine, sì, ma quella di Shimose è una solitudine stoica e spesso ironica e sottilmente autoironica, in cui resistono la fiducia e l’ammirazione per l’uomo che ascolta, osserva e medita sul mondo e sulla vita, sul passato e sul presente, e che si apre ai giorni che verranno (“Parlare con silenzio. Vedere/il sole che arde nella memoria/del futuro). Per questo nei testi delle Riflessioni machiavelliche spesso ci imbattiamo in versi gioiosi e in attimi di felice abbandono, dove i colori forti e caldi dell’Amazzonia abbracciano le linee perfette dell’architettura di Firenze, fondendosi con il pensiero razionale e moderno del “quondam Segretario”.  

Adesso voglio contemplare il fiume. 

Adesso voglio solo congedarmi e rammentare  

l’amicizia delle palme.   

Adesso, per favore, lasciatemi sorseggiare in pace  

il buon mate di coca.   

Pedro Shimose, Riflessioni machiavelliche (2004, Venezia, Sinopia Libri, a cura di Claudio Cinti, pagg. 149, euro 14,00 – www.sinopiaonlus.org). 

Oltre ai libri di poesia Pedro Shimose ha pubblicato anche un libro di racconti, nonché numerosi studi sulla letteratura latinoamericana. Opere poetiche: 

1961  Triludio en el exilio

1967  Sardonia

1968  Poemas para un pueblo

1972  Quiero escribir pero me sale espuma (remio "Casa de las Américas)

1975  Caducidad del fuego

1976  Al pie de la letra

1980  Riflexiones maquiavélicas (in it. Riflessioni machiavelliche, 2004, Sinopia Libri)

1985  Bolero de caballería

1988  Poemas (raccoglie in un unico volume le precedenti raccolte)

1996  Riberalta y otros poemas

2001  No te lo vas a creer  

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Una risposta a

  1. ossodiseppia ha detto:

    Stria italiana rivissuta dalla poesia latina. Connubio molto interessante, leggerò…

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