Sherlock HolmesLA GELOSIA

A quindici anni ero un discreto lettore di gialli. Il fatto che ci fosse un mistero da scoprire dava sale all’attività della lettura, per me all’epoca piuttosto insipida. Con il tempo, ciò che mi sembrava saporito è divenuto stomachevole. A mano a mano che facevo esperienza come lettore – anche in altri campi, come la narrativa non di genere, il teatro e la poesia – trovavo sempre più avvilente il fatto che lo stile dello scrittore "di gialli" (che resta comunque e innanzitutto uno scrittore) fosse asservito al funzionamento della macchina enigma-soluzione. Ripensavo a questo mentre leggevo La gelosia di Alain Robbe-Grillet, lo scrittore francese considerato il capostipite del noveau roman. Il romanzo in questione è squisitamente illeggibile: pressoché senza trama, costituito da una sequela di descrizioni asettiche e precisissime, lascia intravedere sullo sfondo della sua prosa meccanica una storia di tradimento. Come si fa a vendere un romanzo così poco appetibile? Semplice: lo si traveste da "giallo". La Einaudi (prima edizione 1958) lo smercia come un racconto ricco di suspense e gli piazza in postfazione un commento "poliziesco" (testuali parole) dell’ottimo Lucentini. Voi fate come vi pare. Io all’approccio da detective ho preferito quello da entomologo letterario e mi sono goduto la gelida descrizione della scutigera che corre sulla parete o la sublime, geometrica enunciazione dei filari di banani che circondano la casa. E gli adulteri? Boh. Fosse per me, i colpevoli sarebbero tutti latitanti.
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2 risposte a

  1. utente anonimo ha detto:

    Asserviti alla dea Classifica, probabilmente tutti i mezzi son buoni. La presentazione Einaudi del libro è quanto di meno competente possa uscire dalla redazione di un editore. Parlare di fusione tra “procedimento e narrazione” e (soprattutto) di “mezzi di assoluta semplicità” significa probabilmente non aver MAI aperto quel libro, oltre a non conoscerne l’autore. Un libro che diventa un giallo “oltre” il libro stesso, dopo le suggestioni degli istanti bloccati e morbosamente sezionati dall’autore, quando il tempo ricomincia a scorrere, dopo la lettura. E neppure mi piace, Grillet.

    Ne approfitto per salutare, ringraziare e segnalare sul mio sito.
    Marco

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