LEGGERE FA MALE ALLA SALUTE?
Leggo su Repubblica di oggi un articolo di Fabio Gambaro: "Leggere – I modi insospettabili per entrare dentro un libro". In realtà è un’intervista a Roger Chartier, uno storico francese autore di un libro in uscita in questi giorni in Francia: Inscrire et effacer (Gallimard/Seuil, euro 22 – in Italia uscirà da Laterza).
Alla fine dell’intervista, Gambaro chiede a Chartier: "Oggi la lettura è idealizzata, ma nel XVIII secolo c’era chi la considerava pericolosa per la salute." e Chartier risponde: "La pericolosità della lettura viene già evocata nel Rinascimento. Più tardi, nel XVIII secolo, il discorso medico che condanna il piacere solitario della masturbazione è lo stesso che sottolinea la nocività della lettura per la salute, denunciando l’assenza di esercizio fisico a fronte di un eccesso d’immaginazione."
Mi è venuto di pensare che leggere, oltre a poter far male alla salute, crea sempre dei rimandi, talvolta diretti ma anche fantasiosi. Io, leggendo la risposta di Chartier, ne ho creati due. L’eccesso di immaginazione mi ha fatto pensare a una lettera di Emily Dickinson al suo mentore letterario T. W. Higginson, che evidentemente le aveva chiesto qualcosa di sé e della sua famiglia. Dickinson, dopo aver descritto, da par suo, le sue letture e l’ambiente in cui viveva, dice: "Ho un Fratello e una Sorella – a mia Madre non interessa il pensiero – e il Babbo, troppo occupato con le sue Carte – per accorgersi di quello che facciamo – mi compra molti Libri – ma mi implora di non leggerli – perché ha paura che confondano la Mente." (la lettera è la n. 261 dell’edizione Johnson; in italiano si trova sia nell’edizione curata da Barbara Lanati – Einaudi, 1991, sia in quella di Margherita Guidacci – Bompiani, 2002)
Poesia di Wang WeiIl parallelo con la masturbazione mi ha fatto invece pensare all’estrema pericolosità di masturbarsi leggendo. Allora ho ripreso in mano i Piaceri singolari di un oulipiano (o oulipista?) americano, Henry Mathews (ES, 1993, traduzione di Nadya Cardis), dove, fra le 61 descrizioni di masturbazioni maschili e femminili, ne ho trovata una (a pag. 41) che accoppia queste due attività, la cui unione, se diamo retta alla medicina del Settecento, dovrebbe creare una miscela esplosiva: "Un uomo si masturba contemplando una poesia di Wang Mei, finemente ideogrammata, seduto su una stuoia di paglia nella sua soffitta di Mukden. Fervente «sensualista ascetico», ha lottato per tutta la vita per fondere, in un’unica rivelazione, i piaceri della poesia e della masturbazione. In quella calda mattina di primavera del suo sessantesimo compleanno, egli sente che alla fine la sublime fusione è imminente."
Se volete, potete provare con la poesia di Wang Mei che vedete a sinistra. Se poi la contemplazione ideogrammatica non vi soddisfa, trovate qui la traduzione in inglese.
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