Kylie MinogueMETAPOP

Mentre leggo Metapop di Paul Morley penso due cose: 1) l’autore, giornalista musicale, è un gran paraculo perché è riuscito a infilare oltre 400 pagine saltando di palo in frasca e tutto sommato si fa leggere volentieri; 2) questo libro paga un debito fortissimo a Gödel, Escher, Bach di Hofstadter. Troppo complicato ora riassumere il filo delle chiacchiere in libertà. Mi limiterò a dire che ci sono due poli intorno a cui ruota il testo. Il primo è costituito da Can’t Get You Out Of My Head di Kylie Minogue (foto), canzonetta pop supercommerciale che ci ha bombardato le orecchie qualche anno fa; il secondo è I Am Sitting In A Room, un pezzo di musica contemporanea del compositore Alvin Lucier realizzato con la sovrapposizione di incisioni di un breve brano parlato. Morley, attentissimo anche al tono narrativo del suo saggio, l’ha messa in modo tale che tutto mi faceva supporre che questo brano cervellotico fosse una sua invenzione, che né Alvin Lucier né i suoi esperimenti con i nastri sovrapposti fossero mai davvero esistiti. L’altro giorno decido di togliermi la curiosità e vado su Google. Ebbene: Alvin Lucier esiste ed esiste pure I Am Sitting In A Room. Non sapevo se essere deluso o contento.
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